Cronaca

Si era battuta, ha atteso, ora esplode: ira di Roberta Marzorati per viale Giulio Cesare

Alla fine, ha perso la pazienza anche lei, Roberta Marzorati, consigliere comunale della Lista Per Como da poco subentrata a Mario Molteni. Lei che si era battuta per mettere in sicurezza il crocevia stradale di viale Giulio Cesare, che aveva...

Si era battuta, ha atteso, ora esplode: ira di Roberta Marzorati per viale Giulio Cesare

Alla fine, ha perso la pazienza anche lei, Roberta Marzorati, consigliere comunale della Lista Per Como da poco subentrata a Mario Molteni. Lei che si era battuta per mettere in sicurezza il crocevia stradale di viale Giulio Cesare, che aveva atteso lo sviluppo dei lavori sul nodo con qualche perplessità ma senza polemizzare, che aveva visto di buon occhio, comunque, un intervento di moderazione del traffico. Oggi, però, evidentemente non ce l'ha fatta più. E tramite il proprio profilo Facebook, Roberta Marzorati, ha messo nero su bianco la durissima critica per la gestione di quel cantiere aperto a inizio autunno e ancora ben lungi dall'essere concluso (a dispetto delle promesse che parlavano di fine 2014). Una lunga serie di domande che incredibilmente da mesi rimbalzano tra media, politica e residenti senza trovare una risposta. Eccole.

marzorati-roberta-26gen15"Perché - domanda la consigliera comunale - questo cantiere fermo e tanto insicuro? Parlo di Viale Giulio Cesare. Perché abbandonare per mesi una rotatoria non ultimata con una precedenza che non si sa a chi spetti? Perché queste strisce pedonali che non si sa se ci sono o non ci sono? Perché non aver calcolato che d' inverno non si asfalta e che non si sa bene dove iniziano e finiscono i posteggi in Via Leoni? Perchè quegli scivoli provvisori fatti d' asfalto che scendono dal marciapiede verso strada, irregolari, verticali, pericolosi per chi passa accanto in bicicletta o in moto? Perché non pensare che i dossi in corrispondenza dei futuri attraversamenti pedonali faranno sobbalzare le autobotti dei pompieri e le ambulanze con i malati lungo una via che anche se declassata a strada locale è comunque percorsa quotidianamente e più volte da mezzi di soccorso, in sirena e a tutta velocità? Perché non aver programmato tutto così da iniziare e concludere in breve tempo, lasciando alla città una strada più sicura, una strada per cui mi ero tanto battuta, assieme alla mia lista civica e ai cittadini del quartiere?".

Già, perché?

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