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Se lo sfottò è geniale: cartello in dialetto prende in giro i "fiammiferi" di piazza Grimoldi

E chi l'ha detto che i comaschi sanno solo criticare con ferocia e cattiveria? Un lampo di genio, perplesso ma bonario e pieno di ironia, è apparso da qualche ora sotto i Portici Plinio, lato piazza Duomo. Appeso a un palo, appena dietro l'edicola...

E chi l'ha detto che i comaschi sanno solo criticare con ferocia e cattiveria? Un lampo di genio, perplesso ma bonario e pieno di ironia, è apparso da qualche ora sotto i Portici Plinio, lato piazza Duomo. Appeso a un palo, appena dietro l'edicola, un anonimo buontempone di sicura vena creativa ha appeso un foglio a quadretti con un innocuo sfottò - rigorosamente vergato in dialetto - rivolto ai nuovi "steli illuminanti" collocati nella vicina piazza Grimoldi (ne abbiamo scritto qui). La forma sottile e inclinata, oltre alla "capocchia" illuminata a led di sera, hanno ispirato un divertente parallelismo con i fiammiferi all'anonimo autore del foglio. Il quale ha dunque messo nero su bianco questa simpatica frase che riportiamo identica a come vergata: "In rivà i zufranèi, adès bisogna pizài". Tradotto: "Sono arrivati gli zolfanelli (i fiammieri, ndr), adesso bisogna accenderli". Il tutto, con un riferimento esplicito a piazza Grimoldi scritto in rosso sopra la "massima" e con un disegnino degli steli inclinati in fondo al foglio.

sdr

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