Cronaca

Scampato alle esplosioni di Boston: “Ero lì poco prima”

Marco Astolfi, 28 anni di Como (nella foto in basso), studia al Politecnico di Milano e si trova a Boston per un dottorato di ricerca di 6 mesi al Massachusetts Institute of Technology. Due ore prima delle esplosioni alla maratona si trovava...

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Marco Astolfi, 28 anni di Como (nella foto in basso), studia al Politecnico di Milano e si trova a Boston per un dottorato di ricerca di 6 mesi al Massachusetts Institute of Technology. Due ore prima delle esplosioni alla maratona si trovava esattamente nel punto dove c'è stata la prima deflagrazione, come dimostra la foto (alta) che ha scattato. Mi è venuta un po' di ansia a pensare che mi trovavo lì dove c'è stata la prima esplosione e che sarei potuto essere uno dei feriti". Marco ha seguito per ore, come tutti gli abitanti di Boston (e come mezzo mondo), gli sviluppi delle notizie sulle esplosioni. Tanti e contraddittori gli aggiornamenti e le voci che circolavano: "Subito dopole esplosioni sono girate tante notizie. Alcune parlavano di bombe inesplose ad Harvard, altre nella metro. Ma credo che fossero tutte false e comunque non sono state confermate. Forse servivano a tenere la gente a casa nel timore di disordini in strada o di eventuali altre esplosioni. Ho sentito dire che sono stati chiusi i ponti che collegano Boston a Cambridge e che sono stati fermati i bus di superficie. L'idea mi è parsa quella di tenere la gente a casa anche per non avere curiosi in giro. Il che mi sembra molto sensato. Riguardo al terrorismo, non si sa nulla. Non ci sono state né conferme né smentite. Ovviamente non è stata una cosa accidentale. La prima bomba era più piccola della seconda, ma comunque era entrambe di modeste dimensioni. Gli attentatori non si sono fatti saltare ma le hanno lasciate sul posto. Il discorso di Obama è stato abbastanza chiaro. Per ora non sanno nulla ma troveranno i responsabili".

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