Sarcasmo (molto) e analisi: gli ingegneri comaschi contro Libeskind

E' ovvio, il parere, tecnico e specialistico val ben più delle cronache quotidiane. Siamo sempre sul caso Libeskind e sul monumento che l'architetto e artista ha voluto donare a Como in vista di Expo 2015. In queste ore, tra le decine di...

E' ovvio, il parere, tecnico e specialistico val ben più delle cronache quotidiane. Siamo sempre sul caso Libeskind e sul monumento che l'architetto e artista ha voluto donare a Como in vista di Expo 2015.

In queste ore, tra le decine di commenti (se volete: ecco una sintesi speriamo esaustiva ma ormai è difficile seguire anche i social sul tema) è intervenuto anche l'Ordine degli ingegneri.

Leggi il comunicato integrale

Con una nota che evidentemente sceglie il sarcasmo gli ingegneri intervengono sull'opera:

Ecco finalmente - dicono - svelata l’opera eccezionale da installarsi sulla diga foranea. Quale rappresentante degli Ingegneri della provincia di Como questo Consiglio intende esprimere con la presente una circostanziata posizione in merito a questo “eccezionale evento”. Tale parere, seppur non richiesto, forse perché qualcuno pensa che l’arte e il paesaggio non facciano parte della cultura dell’ingegnere, riteniamo sia nostro dovere istituzionale. Le nostre osservazioni non intendono intervenire sull’opera in sé ne sul suo autore, ma indagano direttamente la metodologia seguita e i presupposti attraverso i quali si intende disporre degli spazi pubblici e anche dei beni collettivi.

In particolare vorremmo porre l’attenzione su tre elementi fondamentali necessari per affrontare tali iniziative: la necessità di un progetto nella sua accezione più completa, affidabile ed esaustiva l’analisi di eventuali alternative; il confronto e la condivisione con la città. Nessuno di questi punti sembra sia stato affrontato con il dovuto approfondimento. Pare infatti che esista la volontà di sfruttare l’occasione “Expo” solo per poter adottare strumenti speciali che in altri casi non si potrebbero impiegare. Ma mentre l’evento Expo è pianificato da tempo, questa iniziativa viene presentata all’ultimo momento in un contesto privo di un qualche schema di riferimento o progetto della città più generale e/o di una pianificazione che dir si voglia. Già in passato si è voluto approfittare di varie occasioni, ma ci risulta che la fretta abbia poi generato dei mostri.

E anche oggi l’apparente gratuità non legittima alcunchè. La domanda che ora ci dobbiamo porre è se questa struttura, che ha il sapore della scelta dell’ultimo minuto non condivisa dai più e ancora una volta calata dall’alto, legittimi l'occupazione a tempo indeterminato di un luogo pubblico senza una valutazione che possa dimostrare l'aumento di valore del bene pubblico principale che è il “paesaggio”. In assenza di un progetto paesistico ed ambientale complessivo, in assenza della condivisione con la maggioranza dei cittadini, in assenza di un concorso pubblico, riteniamo che non si possa occupare un spazio così rappresentativo, significativo e simbolico della città di Como. E se chiunque dovesse reclamare, anche in futuro, un qualunque danno per la città, c’è qualcuno che vuole assumersi il rischio di “danno ambientale”? Poichè il paesaggio è un bene pubblico quanto lo è diga foranea, Piazza Roma, l’area Trevitex e così via, non si comprende come mai per questo progetto non siano stati seguiti gli iter progettuali che prevedono pubblicità, bandi, gare, assegnazione alle migliori condizioni. Il paesaggio a lago di nulla ha bisogno se non di esser liberato al più presto dalle paratie e da qualunque altro manufatto, per ridare al cittadino uno spazio libero e aperto in cui la vista possa vagare. Siamo certi che altre opere, magari di tipo infrastrutturale, non potrebbero essere più utili all’intera cittadinanza e non solo ad una parte di essa, seppur qualificata? E quindi cosa si sarebbe potuto fare in occasione dell’EXPO?

Una lungimirante programmazione delle necessità strategiche di una città e del suo territorio di riferimento avrebbe potuto ben realizzare per tempo un’opera pubblica di impatto duraturo e di sicuro valore aggiunto per la cittadinanza. A maggior ragione ora che le risorse sono scarse è inderogabile pianificare e progettare una idea di concreto sviluppo che vada al di là di cicli elettorali.

Di esempi di opere straordinarie per la cittadinanza ce ne sono innumerevoli:

una valorizzazione degli impianti sportivi razionalisti e del parco pubblico a lago (ci sono varie proposte da approfondire);

un teatro all’aperto a lago (lo trovate nel lago a Bregenz)

una vera spiaggia panoramica flottante nel primo bacino, (l'idea è degli anni 30)

una passeggiata ciclopedonale galleggiante fino a Cernobbio (vedi lago di Comabbio, Varese)

un padiglione espositivo galleggiante tipo geosfera (già proposta)

una funicolare sul lato opposto della convalle.

Anche il nostro Ordine ha promosso sul tema anni orsono un concorso di idee proprio per l’Expo. Ma una volta opportunamente considerato il contesto strettamente tecnico, restano le seguenti questioni: • chi garantisce che un’opera pubblica di tali caratteristiche tecniche possa essere resa collaudata nei sei mesi dichiarati ?

Sono state già esperite con la dovuta accuratezza tutte le indagini preliminari geotecniche e geognostiche del caso ?

Quanto vale il rischio residuo di un cantiere bis quali le non lontane “paratie"?

Sono stati resi evidenti i costi di gestione e futura manutenzione di tale opera?

Nessun ingegnere potrebbe mai permettersi di procedere in questo modo. Ma se quanto presentato serve davvero per l'Expo, allora come fu esattamente per l'Esposizione Voltiana, si smonti tutto alla fine restituendo questo paesaggio alla sua nuda bellezza individuandone una degna alternativa collocazione in una delle dimenticate periferie da riqualificare, oppure, quale degno benvenuto della città di Como, all’uscita dell’autostrada. Dopotutto, anche la fontana di Radice, a cui invece occorre dedicare maggior cura, ha fatto i suoi bei viaggi prima di trovare la sua attuale collocazione. Il Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Como si riserva di intervenire nuovamente sull’argomento con ulteriori argomentazioni, sempre a tutela del bene della città.

IL CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI COMO

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