Cronaca

Fermi al convegno Cgil: "Sanità del Medio Lario con Sondrio, la scelta si può rivedere"

Il distretto socio-sanitario del Medio Lario, da Argegno a Cremia e comprensivo dell'Intelvese e del Porlezzese, potrebbe abbandonare l'Ats della Montagna - ovvero Sondrio - e passare all'Ats Insubria, dunque "tornare" sotto la direzione...

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Il distretto socio-sanitario del Medio Lario, da Argegno a Cremia e comprensivo dell'Intelvese e del Porlezzese, potrebbe abbandonare l'Ats della Montagna - ovvero Sondrio - e passare all'Ats Insubria, dunque "tornare" sotto la direzione Como-Varese mentre ora tutto il territorio del Distretto Medio Alto Lario fa parte della ASST della Valtellina. Un'ipotesi, per ora, ma ventilata in maniera piuttosto chiara oggi stesso dal sottosegretario in Regione Alessandro Fermi, ospite tra gli altri del convegno organizzato dalla Cgil a Villa Olmo sul futuro delle aree vaste.

La riorganizzazione della sanità comasca, divenuta effettiva con la maxi-riforma realizzata lo scorso anno dalla Regione, ha sempre incontrato criticità e critiche nella zona del Medio Lario. Sin dall'autunno scorso si sono susseguite prese di posizioni contrarie all'assegnazione all'Ats della Montagna che fa capo a Sondrio da parte di medici, farmacisti, Comuni e popolazioni scese in campo anche con raccolte di firme per dire no alla "annessione valtellinese" della sanità. Ora, a quasi sei mesi dall'entrata in vigore della nuova suddivisione territoriale, ecco che - anche sulla scia delle proteste raccolte personalmente da Fermi tra i Comuni rivieraschi almeno fino a Cremia e poi in Val d'Intelvi e nella zona di Porlezza - il sottosegretario regionale apre un spiraglio per un cambiamento, benché tutt'altro che scontato.

cgil-23mag16-2"Prima di tutto - ha affermato nel corso del convegno Cgil a Villa Olmo - va ricordato che in realtà la genesi della scelta di andare con Sondrio è nata molto dal basso, con una forte richiesta degli amministratori e dei sindaci. Tanto che ben 42 su 49 si dichiararono pubblicamente d'accordo con quella scelta. Successivamente, però, io stesso ho constatato che una notevole parte del mondo socio-sanitario del Medio Lario non l'ha condivisa e ne ha segnalato diversi problemi, contrarietà che forse ai tempi non ebbe un canale di comunicazione ottimale. Ad ogni modo, l'intenzione della Regione è di fare entro fine luglio una rivisitazione di questi primi 6-7 mesi di applicazione delle riforma sanitaria per capire cosa funziona e cosa no, peraltro in parallelo proprio con l'elaborazione finale della nostra proposta per le future aree vaste. Le due cose andranno ovviamente di pari passo e anche per questo oggi non posso in alcun modo sbilanciarmi nel dire che sul fronte sanitario le cose cambieranno o no, anche se il tema esiste".

Dopo una lunga serie di interventi - dal segretario provinciale della Cgil, Alessandro Tarpini, al sottosegretario del governo Renzi Luciano Pizzetti, passando per la presidente della Provincia Maria Rita Livio e Gianni Minali di Cgil Lombardia - lo stesso tema è stato sollevato da un paio di domande del pubblico presente e Fermi è stato ancora più chiaro nel "non escludere che la sistemazione attuale possa essere rivista, anche se ripeto che il processo sarebbe complicato". "Parlo molto sinceramente - ha detto - recuperare una scelta è più complicato che farla. Oggi andare a modificare gli ambiti delle Ats, portando nuovamente in aula il documento già approvato a suo tempo dal consiglio regionale, è sicuramente un passaggio complesso. Dunque non posso dare la certezza che questo avvenga, però altrettanto onestamente devo dire che alcune ragioni che furono all'origine del trasferimento sotto Sondrio del Medio e Alto Lago sono cambiate o hanno incontrato problemi nel percorso e anche alcuni dei 42 sindaci che votarono a favore ora hanno cambiato idea. Lo stesso ospedale di Menaggio che finora ha sempre mantenuto una posizione molto istituzionale sul tema ora conduce riflessioni più articolate. Dunque lavoreremo per capire se sarà possibile cambiare l'assetto, visto anche che il presidente Maroni ha già detto che questi mesi sono stati di sperimentazione e nulla è intoccabile per principio. Inoltre in Regione ci sono un paio di situazioni simili rispetto a questa e forse questi elementi potrebbero legittimare una rivisitazione del documento con cui si sono fissate le Ats".

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