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Rovi (Pd): "Casetta come il muro, va tolta". Il giallo della panchina

Rovi (Pd): "Casetta come il muro, va tolta". Il giallo della panchina

Rovi, Cesareo, Fanetti, Cariboni: sulla casetta nel centrosinistra volano gli stracci

Qualcuno deve aver (metaforicamente) lasciato aperte le finestre della casetta posizionata dal Consorzio Como Turistica sul lungolago. E da quei varchi, manco a dirlo, hanno iniziato a spirare venti freddi, gelidi, quasi velenosi all'interno del...

Qualcuno deve aver (metaforicamente) lasciato aperte le finestre della casetta posizionata dal Consorzio Como Turistica sul lungolago. E da quei varchi, manco a dirlo, hanno iniziato a spirare venti freddi, gelidi, quasi velenosi all'interno del Pd cittadino e, più in generale, tra i gruppi di centrosinistra a Palazzo Cernezzi. La dimostrazione - tra la dichiarazione di irregolarità del manufatto segnalata ieri dal Comune e alla vigilia della Conferenza dei servizi con Provincia e Soprintendenza - viene da uno scambio garbato nella forma ma duro nella sostanza che ha tre protagonisti ufficiali e una convitata di pietra.

rovi-cesareoIl trio è formato dalla presidente della Commissione Urbanistica, Andrée Cesareo, dal consigliere dem civatiano Guido Rovi, e dal segretario cittadino sempre del Pd, Stefano Fanetti. La convitata - almeno in apparenza - è, almeno indirettamente, la consigliera comunale di Amo la mia città, Eva Cariboni. Nell'ambito di una discussione su Facebook circa la copertura mediatica del caso, Rovi - che due giorni fa aveva parlato dello stesso signifcato simbolico di casetta ed ex muro del lungolago, chiedendo la rimozione della prima - ha rivendicato che "in maggioranza Eva Cariboni ed io abbiamo fatto bene a sollevare la questione". Riferendosi, per quanto riguarda Cariboni, al durissimo intervento della stessa lunedì scorso in consiglio e alla costante attività seguente per fare luce definitiva sulla questione. A stretto giro di posta, però, è arrivata la replica di Andrée Cesareo, per nulla entusiasta della rivendicazione del collega di partito, sebbene di corrente diversa. "Captatio benevolentiae, Guido - ha ammonito la presidente della Commissione Urbanistica comunale - Attento, che anche nella politica locale è pericolosa. Bene che l'attenzione della città si sia spostata su questa questione, bene che il dirigente abbia ammesso il proprio errore, bene che la parte politica non abbia messo in croce il suo dirigente ma al contrario abbia avviato subito un accertamento sull'autorizzazione e i suoi limiti. Nessuno la prenda come una critica o una giustificazione ma mi preme sottolineare che, in questi giorni di silenzio, all'interno degli uffici ed anche fra coloro che non si sono esposti, l'attenzione è stata ben alta". Insomma, un monito vero e proprio a ridurre le pubbliche auto-attribuzioni rivolto al consigliere civatiano. Finita qui? Tutt'altro. Lo stesso Rovi ha replicato sibilante: "Lo so bene, ma c'è un tempo per tacere e uno per parlare: con il giusto tatto".

stefano-fanetti-1Ed è a questo punto che la questione diventa davvero politica tout-court, perché è pubblicamente intervento il segretario cittadino del Pd, Stefano Fanetti. Con dichiarazioni tutt'altro che tenere, anche rivolto a chi (più d'uno) ha contestato al Comune una eccessiva debolezza nei confronti di Consorzio Como Turistica e Amici di Como. "Due piccolissime considerazioni a margine della vicenda - dice Fanetti - Il Comune di Como non è asservito ad "alcun potere forte"; ovviamente, c'è chi invece di lavorare in gruppo per trovare la soluzione, preferisce "spararla" per poi appuntarsi delle medaglie. Tutto lecito ovviamente, ma forse è bene comprendere che in vista del 2017, se si ha interesse a vincere, non serve andare in ordine sparso". E su queste parole, non vedere un quasi-ceffone a Rovi (prima di tutti, probabilmente) e forse anche a Eva Cariboni, è davvero difficile. Anche perché lei stessa, poco fa, ha risposto (con un gioco di parole fulminante) al segretario dem: "Non mi sembra che in maggioranza si gridasse allo scandalo prima delle preliminari di lunedì. Poi forse mi sbaglio e le "botteghe oscure" stavano già da giorni discutendo scandalizzati della vicenda e avevano già trovato la soluzione in gruppo".

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