Lunedì, 18 Ottobre 2021
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Ristrutturare e gestire il Politeama: spunta l'accademia di Brera

Cosa fare del vecchio teatro Politeama? Come "risuscitarlo"? La ristrutturazione di piazza Cacciatori delle Alpi a Como è nel programma elettorale del sindaco Mario Lucini, questo lo ha premesso l'assessore al patrimonio Marcello Iantorno...

Cosa fare del vecchio teatro Politeama? Come "risuscitarlo"? La ristrutturazione di piazza Cacciatori delle Alpi a Como è nel programma elettorale del sindaco Mario Lucini, questo lo ha premesso l'assessore al patrimonio Marcello Iantorno, ascoltato ieri in commissione per relazionare sullo stato dell'arte e sulle prospettive future della struttura semiabbandonata. Partendo dallo stato dell'arte, Iantorno ha spiegato che la società che ha affittato lo spazio adibito a bar e ristorante e il cortile interno, paga circa 2.000 euro al mese e a sua volta ha subaffittato (con contratto di affitto d'azienda) a un'altra società. Gli accordi e i termini del contratto dalle due società private non si conoscono con precisione, quello che si sa con certezza è che la società che ha firmato il contratto con la Politeama Srl (detenuta dal Comune di Como all'85%) è morosa "per l'equivalente di circa sei mesi", ha precisato Iantorno, "che non è una morosità elevata, visto che noi siamo abituati a rapportarci con società che hanno ben altri debiti verso di noi".

Quello che preoccupa, però, non sono tanto i conti economici relativi al teatro Politema, quanto, piuttosto, le reali prospettive future. Il Comune di Como detiene circa l'85% delle quote della società Politeama ma le restanti quote sono frazionate in decine e decine di soggetti privati. Un tema, questo, sul quale si è molto dibattuto in passato in consiglio comunale: il Comune potrà mai acquistare la totalità delle quote? Un'ipotesi che ancora oggi sembra assai difficile, sia per la difficoltà di individuare e reperire tutti i proprietari delle quote, sia perché una volta individuati tutti bisognerebbe ottenere da ciascuno di loro il consenso a vendere la propria quota.

Iantorno, però, ha spiegato che al vaglio ci sono diverse ipotesi che potrebbero consentire di ristrutturare e rivitalizzare il teatro senza necessariamente il consenso di tutti. per esempio ricapitalizzando la società Politeama in modo da portare a zero il valore delle quote più basse, che sono poi quelle più difficili da acquisire. Ma siamo, comunque, nel campo delle ipotesi, così come sono solo ipotesi quelle ventilate da Iantorno riguardo la possibilità che alcuni soggetti privati decidano di intervenire a proprie spese prendendo poi in gestione la struttura. Per esempio, alcune università e accademie (come quella di Brera) avrebbero manifestato interesse nella possibilità di utilizzare il Politeama come sede per corsi di ristrutturazione nei quali la sede dei corsi (cioè il Politeama) sarebbe anche l'oggetto stesso della ristrutturazione. l'edificio però avrà anche una funzione polifunzionale, pur sempre nell'ambito culturale.

iantorno ha poi spiegato la seconda ipotesi: "Il coinvolgimento degli ordini professionali, tra i quali commercialisti e architetti. Attualmente gli ordini professionali hanno l'obbligo di fare corsi di formazione per i quali vengono spese decine di migliaia di euro anche solo per le sale in cui effettuarli. Il presidente della cassa dei Commercialisti ci ha confermato un sicuro interesse e disponibilità a finanziare la ristrutturazione del Politeama per destinarlo all'utilizzo da parte degli ordini. invece oggi (ieri ndr) si è svolto un sopralluogo con i presidenti degli ordini degli ingegneri e architetti. Ci hanno confermato che la struttura si presenta bene, il cemento tiene, a parte qualche fessurazione. Quindi non necessità di un intervento di ristrutturazione molto gravoso.

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