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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

Smartphone riparati con pezzi contraffatti: 17 persone denunciate e beni sequestrati per 3 milioni di euro

La filiera partiva da una società maltese che operava in Italia con due sedi occulte: oltre 11mila gli articoli "falsi" tra vetri, componenti interni, batterie, cristalli liquidi, touch screen

Un appartamento, un'auto di grossa cilindrata e alcuni siti internet sono stati confiscati preventivamente dalla guardia di Finanza del Comando di Varese: il valore della merce confiscata è di circa 3 milioni di euro. I beni erano di proprietà dei principali indagati di questa operazione che ha visto emergere un sistema di compra vendita di prodotti contraffatti per Iphone e Smartphone. In pratica su alcuni siti internet venivano messi in vendita questi pezzi di ricambio e la cifra evasa dal profitto dell' attività supera i 3 milioni. Le Fiamme Gialle di Gallarate hanno indagato e verificato che alcuni negozi di sostituzione e riparazione di Iphone e Smartphone utilizzavano i pezzi di ricambio contraffatti di produzione cinese, privi delle certificazioni previste e delle informazioni imposte dal Codice del Consumo, indispensabili per l’immissione in commercio nel territorio della Comunità Europea. Questi materiali di ricambio venivano comperati attraverso veri e propri “negozi on-line” e piattaforme di e-commerce riconducibili tutti a una società maltese amministrata da due dei principali responsabili.

Le sedi occulte in Italia a Lecco e Frosinone

Le attività investigative hanno ricostruito la “filiera” e portato alla perquisizione di alcuni negozi e locali con il conseguente sequestro di quasi 11 mila articoli contraffatti (vetri, componenti interni, batterie, cristalli liquidi, touch screen, scocche) e la denuncia di 17 persone, coinvolte a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata all’introduzione nello Stato e commercio di prodotti con marchi contraffatti e ricettazione, con l’aggravante di aver commesso il fatto in modo sistematico, attraverso l’allestimento di attività organizzate anche tramite due siti internet.

Le indagini hanno permesso anche di individuare la presenza, sul territorio nazionale, di due basi operative e logistiche occulte, una nella provincia di Lecco e l'altra a Frosinone, utilizzate per ricevere le merci acquistate, on line, dalla società maltese e spedirle agli acquirenti su tutto il territorio nazionale.

Le Fiamme Gialle Gallaratesi dopo aver individuato queste sedi occulte hanno dimostrato come la loro presenza fosse determinante per lo svolgimento dell’attività economica in Italia della società maltese, consentendo di sottoporre a tassazione nel nostro Paese il reddito dell’impresa non residente ma dotata di stabile organizzazione in Italia.

I due amministratori della società maltese sono stati  segnalati all’Autorità Giudiziaria competente anche per l’ipotesi di reato di “Omessa dichiarazione”, in quanto non hanno presentato le dichiarazioni ai fini II.DD. e IVA, obbligatorie in presenza di una stabile organizzazione in Italia a fronte di un imponibile di 4.292.000 euro, omesso di dichiarare l’I.V.A. per un ammontare complessivo 943.000 euro ed IRES per 1.180.000 euro e, sotto altro profilo, con la quantificazione di proventi illeciti per un ammontare complessivo di 673.000 euro, che derivano dal reato di introduzione e commercio di prodotti contraffatti.

L’auto sequestrata, ai sensi dell’art. 16 della legge 99/2009, è stata affidata dall’Autorità Giudiziaria in custodia con facoltà d’uso alla Compagnia di Gallarate. Questa disposizione normativa prevede, infatti, che i beni sequestrati nel corso di operazioni di polizia giudiziaria per la repressione dei reati in materia di contraffazione possano essere affidati in giudiziale custodia agli organi di polizia che ne facciano richiesta. In questo modo il veicolo potrà essere utilizzato per le esigenze operative del Reparto della guardia di Finanza, eliminando anche i costi di giudiziale custodia dell’autovettura in capo all’Amministrazione.

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