Gagliardi: "Mi candido alla segreteria Pd". Sfida (con stroncature) a Fanetti e Orsenigo

Finalmente, un'intervista che dice qualcosa. Anzi, moltissime cose. Perché il vicesegretario provinciale del Partito Democratico comasco, Riccardo Gagliardi, davvero non risparmia nulla nella chiacchierata di questo afoso venerdì pomeriggio. Anzi...

Gagliardi: "Mi candido alla segreteria Pd". Sfida (con stroncature) a Fanetti e Orsenigo

Finalmente, un'intervista che dice qualcosa. Anzi, moltissime cose. Perché il vicesegretario provinciale del Partito Democratico comasco, Riccardo Gagliardi, davvero non risparmia nulla nella chiacchierata di questo afoso venerdì pomeriggio. Anzi, le sue parole sembrano aprire davvero una fase nuova - che si preannuncia non senza tensioni - sul futuro del Pd lariano, della sua prossima segreteria provinciale e della stessa città di Como.

Tutto nasce da una critica netta, precisa, chirurgica alla Festa del Pd in svolgimento fino a domenica a Maslianico, evento organizzato in grandissima parte dalla segreteria cittadina del capoluogo e quindi da Stefano Fanetti, da molti indicato come possibile sfidante di Gagliardi per la successione a Savina Marelli a capo del partito.

"Ma il mio non è un attacco politico e personale a Fanetti - premette Gagliardi - Le mie perplessità vanno all'organizzazione generale della Festa. Perché noi del Pd siamo bravissimi a lamentarci quando si organizzano le Laripolde (di cui Gagliardi è stato speaker di spicco, ndr), viste addirittura come minacce, o trampolini per scalate al partito. Poi, però, quando organizziamo noi gli eventi non cogliamo occasioni di discussione, non ci apriamo alla città, evitiamo gli approfondimenti sui temi importanti". gagliardi-lariopolda"Ad esempio - incalza il numero 2 del Pd comasco, vicinissimo alla parlamentare Chiara Braga e in ottimi rapporti con i "Lariopoldi" e ciò che resta dei civatiani, a loro volta malvisti dai fanettiani - mi pare davvero strano che alla festa del Pd di Como manchino momenti e un percorso dedicati al futuro della città. Voglio dire, nel 2017 a Como si vota, i tempi sono stretti e serve avviare sin da ora un ragionamento di prospettiva. Molte sono le domande a cui rispondere: che giudizio ha il Pd sull'operato del sindaco Lucini? Come si può migliorare la presenza del Pd in città? Come ci si può relazionare meglio con privati, con le associazioni, con la società civile? Non giriamoci attorno, Como ha un urgente bisogno di decidere il propio destino. E quelli citati mi sembrano tutti temi che avrebbero meritato di essere posti alla festa. Invece niente. Se si fosse organizzato l'evento a Frosinone o Desio sarebbe stata la stessa cosa".

Insomma, difficile essere più chiari. E quasi impossibile non leggere queste frasi dedicate al capoluogo, alla segreteria cittadina del Pd e forse, anche se più alla lontana, al sindaco Lucini, come pensieri oscillanti tra il dubbio sincero e la stroncatura.

E qui si passa al secondo tema forte dell'intervista di Gagliardi. La sua rivendicazione assoluta circa la candidatura a nuovo segretario provinciale del Pd.

"Ho sentito voci di un mio ritiro in queste settimane - afferma Gagliardi, che è anche consigliere comunale a Cavallasca - Le smentisco categoricamente. Io sono vivo, vegeto e non ho alcuna intenzione di ritirarmi. Mi candiderò alla segreteria provinciale e lo farò in maniera trasparente, con un manifesto pubblico con cui indicherò le mie idee e i miei programmi. In teoria, dopo i passaggi sul territorio, si dovrebbe arrivare al momento dell'assemblea provinciale a settembre. Non so se sarà così, ma so che del rinnovo della segreteria provinciale parliamo da fine 2014 e che ora è il momento di decidere perché continuare a rinviare non fa bene a nessuno". stefano-fanetti-1Detto che il segretario del Pd di Como città, Stefano Fanetti (sostenuto soprattutto dal consigliere regionale Luca Gaffuri e dall'area cattolico-lettiana-ex margheritina), è al momento il suo sfidante più probabile per la successione a Savina Marelli, negli ultimi tempi è girato con insistenza il rumor del responsabile degli enti locali del Pd, Angelo Orsenigo, come possibile soluzione unitaria e di mediazione. Gagliardi, fedele allo stile, stronca l'ipotesi.

"Se Angelo Orsenigo, persona stimabilissima e con grande competenza sui temi amministrativi, è il candidato unitario, allora io sono Cappuccetto Rosso. La sua candidatura è del tutto legittima, ma è chiaramente di parte e tutt'altro che unitaria. Dunque, anche su questo punto, il tema del ritiro delle altre candidature non si pone".

La battaglia è aperta.

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