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Rapinese: "Marzorati con il centrosinistra". Lei: "Risolva più problemi e attacchi meno le persone"

L'accusa è chiarissima e durissima: Roberta Marzorati, esponente della lista "Per Como" in consiglio comunale, sarebbe sostanzialmente la stampella politica della maggioranza di centrosinistra. Anzi, di più. Per citare il testo diffuso proprio...

L'accusa è chiarissima e durissima: Roberta Marzorati, esponente della lista "Per Como" in consiglio comunale, sarebbe sostanzialmente la stampella politica della maggioranza di centrosinistra. Anzi, di più. Per citare il testo diffuso proprio oggi sul proprio blog da Alessandro Rapinese, "esistono vere liste civiche alternative ai partiti (cioè la sua, "Adesso Como") e liste civetta nate per servirli (cioè "Per Como" di Roberta Marzorati"). Ma da dove nasce questo affondo nei confronti di Marzorati? Dal fatto - citando sempre Rapinese - che la nota pediatra lunedì sera in consiglio comunale "ha detto di condividere la mia battaglia avente il fine di ripristinare il decoro nel parchetto di via Vittorio Emanuele ma ha comunicato all'aula di non votare comunque la mozione perché, essendo una mozione di biasimo, non è nelle sue corde seguire queste strade perché per sua natura auspica sempre il dialogo e pertanto, non condividendo le mie (barbare dico io) modalità, non avrebbe partecipato al successivo voto".

Nulla di particolare fin qui, se non che il capogruppo di Adesso Como cita 3 casi del passato in cui la stessa Marzorati promosse e/o appoggiò documenti simili a quello evitato due sere fa in aula ("cofirmataria della mozione di sfiducia a Bruni del 10 febbraio 2009, richiesta di dimissioni a Bruni durante una discussione in consiglio comunale dell'8 ottobre 2009, cofirmataria della mozione di censura del sindaco Bruni del 30 Aprile 2010"). Insomma, secondo Rapinese tre prove di sostanziale incoerenza e dell' "impurità civica" di "Per Como", schierata contro il centrodestra allora e oggi da lui ritenuta componente di fatto del centrosinistra di governo.

marzorati-roberta-26gen15Un inedito o quasi, questa tensione tra gruppi di opposizione, di fronte alla quale, però, Roberto Marzorati non arretra di un millimetro "Ribadisco quanto già detto - afferma - ritengo che le eventuali mozioni di biasimo vadano utilizzate per problematiche più ampie e utili ad esprimere un giudizio politico e amministrativo più ampio sull'operato di un sindaco. Va bene la battaglia per ripristinare i bagni di via Vittorio Emanuele, ma non può essere quello il metro di giudizio per biasimare o meno un primo cittadino, senza contare che sono molte le situazioni di parchi o giardini della città, specialmente in periferia, che hanno problemi simili o peggiori di quello vicino al Comune".

All'accusa di non essere veramente una lista civica ma una sorta di "partito camuffato", Marzorati ricorda che "Per Como è nata innanzitutto nacque come soggetto civico ma a sostegno dell'allora candidatura di Luca Gaffuri a sindaco. Poi - prosegue la consigliera - negli anni abbiamo fatto una scelta sincera e condivisa di autonomia dai partiti. In consiglio, poi, la mia posizione si smarca spesso sia dalle posizioni tanto della maggioranza quanto dell'opposizione, perché sono abituati ad affrontare i singoli problemi per risolverli con le nostre idee, senza aderire a posizioni precostituite". La chiusura ha una stilla di veleno: "Io affronto le questioni anche in modo deciso ma sempre per arrivare a una soluzione concreta, non ho l'abitudine di attaccare le persone. Se potessi darei anche a lui un consiglio: meno rabbia contro le persone, più concretezza nel dare risposte ai problemi dei cittadini".
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