Rapinese e i genitori non si fermano: "Ecco il referendum sul punto unico di cottura"

Non è bastato lo stop al punto unico di cottura da realizzare in via Isonzo a causa dell'improvviso aumento dei costi per placare la contrarietà al progetto del consigliere comunale di Adesso Como, Alessandro Rapinese, e di un primo agguerrito...

 

Non è bastato lo stop al punto unico di cottura da realizzare in via Isonzo a causa dell'improvviso aumento dei costi per placare la contrarietà al progetto del consigliere comunale di Adesso Como, Alessandro Rapinese, e di un primo agguerrito drappello di genitori. Oggi pomeriggio, infatti, è stata presentato congiuntamente l'avvio del procedimento per un referendum popolare sul futuro della preparazione dei pasti scolastici.

"L'amministrazione, nonostante la figuraccia di ieri e un incremento del costo del centro unico di cottura di mezzo milione in due mesi - ha attaccato Rapinese - è palesemente intenzionata a proseguire sulla stessa strada non appena saranno reperiti i fondi. Dopo questa prova di dilettantismo non possiamo permetterlo anche perché finora non era emerso un ulteriore dettaglio che mette profondamente in crisi il modello della giunta: solo nell'ultimo anno ben 10 cuoche sono state destinate ad altri incarichi all'interno dell'amministrazione, ma il Comune non può assumere altro personale. Se questa tendenza si replicasse a centro cottura in funzione, il problema del personale per garantire il servizio si farebbe enorme. Insomma, si stava per svuotare una scuola-modello in un quartiere che ha già i suoi problemi a favore di un progetto inesistente". mensa-genericaTornando nello specifico al referendum, due i quesiti su cui ora inizierà la raccolta firme (ne servono tra 4.200 e 4.500 circa entro il 31 maggio prossimo, nelle scorse settimane le famiglie contrarie al progetto in itinere ne raccolsero già un numero di poco inferiore). Il primo quesito recita: "Vuoi che il comune di Como realizzi il punto unico di cottura?". Il secondo ha un'altra domanda: "Vuoi che il Comune di Como esternalizzi (ossia trasferisca a fornitori esterni) il servizio di ristorazione scolastica?". Il voto - se saranno raccolte le firme necessarie e la giunta darà l'okay dopo il passaggio nella commissione dedicata - potrebbe svolgersi in autunno. "La consultazione dei cittadini potrebbe avvenire con calma e a bocce ferme per decidere serenamente e senza la fretta che ha fatto fallire il progetto della giunta. E tra l'altro - ha aggiunto Rapinese - nel caso in cui passasse l'esternalizzazione non è assolutamente detto né è obbligatorio che il punto cottura sia uno solo come ha voluto finora la giunta. Potrebbero essere anche 3 o 4, in ipotesi, e pure per il personale si possono sicuramente trovare forme di tutela, magari "passandolo" all'azienda vincitrice tramite clausole". striscione-isonzo-2L'iniziativa, come detto, sarà supportata sicuramente già da un nucleo di genitori direttamente coinvolti finora dalla possibile cancellazione della scuola di via Isonzo con il trasferimento degli alunni in via Picchi. Presenti anche oggi per l'illustrazione del referendum, molte sono state le critiche "alla forzatura della giunta che voleva imporre a un quartiere la cancellazione della scuola e la sostituzione con una sorta di industria", all'errore "incredibile sulla stima dei costi", all'assenza tuttora "di risposte serie sulla nuova viabilità che avrebbe interessato il quartiere", al timore che "le cuoche comunali non siano preparate per sfornare improvvisamente 4.500 pasti al giorno", oltre alla perplessità più che radicata che il percorso dei furgoni da via Isonzo verso le altre scuole cittadine potesse influire negativamente sulla qualità dei pasti. https://www.youtube.com/watch?v=ZpVlc5pjmic

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