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Rapina al portavalori in autostrada: tutti i dettagli (VIDEO)

Tre milioni di tabulati telefonici passati al setaccio, 50 perquisizioni, tre arrestati e 18 indagati. Sono solo alcuni dei numeri che caratterizzano l'imponente e complessa attività di'indagine - condotta dalla squadra mobile della Questura di...

Tre milioni di tabulati telefonici passati al setaccio, 50 perquisizioni, tre arrestati e 18 indagati. Sono solo alcuni dei numeri che caratterizzano l'imponente e complessa attività di'indagine - condotta dalla squadra mobile della Questura di Como in collaborazione li colleghi di Milano e di altre città del sud Italia - volta ad assicurare alla giustizia la banda che la mattina dell'8 aprile 2013 ha assaltato i portavalori della ditta Battistolli sulla A9 Como-Chiasso nel tratto che attraversa Turate. Questa mattina in conferenza stampa in questura sono stati forniti numerosi dettagli ed è stato fatto il punto della situazione sulle indagini.

Tre arrestati

A giugno scorso era stato arrestato un primo uomo, ma la notizia non era stata diffusa per non intralciare le successive indagini. Quel primo uomo è indagato in quanto ritenuto parte attiva nella preparazione del colpo, sebbene non abbia partecipato al commando di fuoco. Sabato scorso, 11 gennaio 2014, sono stati arrestati altri due uomini ritenuti figure di spicco all'interno della banda: Giuseppe Dinardi (50 anni) arrestato a milano e Antonio Agresti (42 anni) arrestato in provincia di Bari. I due farebbero parte di un vero e proprio sodalizio criminale dedito a rapine a portavalori e autotrasportatori.

L'errore dell'autista del portavalori

Il furgone svaligiato dei lingotti d'oro (per un valore di 10 milioni di euro) era dotato di un sistema chiamato "spuma block": premendo un pulsante la guardia a bordo del furgone portavalori attiva un sistema che emette all'interno del vano dove sono contenuti preziosi una schiuma che rende pressoché impossibile svaligiare il furgone. Quel giorno la guardia a bordo del portavalori sbagliò tasto e attivò la ventola di areazione il cui funzionamento esclude in automatico lo spuma block (altrimenti la schiuma entrerebbe in circolo nel sistema di areazione del mezzo).

Assalto e rapina in 15 minuti

Ormai sono stati delineati molti dettagli su come sia stato progettato il colpo e come sia stato portato a segno. Stupisce la durata di un così complesso assalto. Precisamente si ritiene che l'operazione del commando di rapinatori sia durata circa 15 minuti. Infatti, risale alle 7.01 il primo allarme lanciato dal portavalori, mentre è delle 7.14 l'ultima segnalazione pervenuta ai numeri di emergenza 112 e 113. Il portellone del furgone è stato aperto in pochi minuti, forse pochi secondi, mediante una motosega Husqvarna. Addirittura i rapinatori avevano portato sul luogo dell'assalto anche un camion che trasportava una ruspa con una punta a trapano per sfondare il portellone posteriore del portavalori nel caso in cui la motosega non fosse bastata.

Una banda numerosa

Potrebbero essere addirittura circa 20 i componenti della banda che hanno partecipato a vario titolo al colpo dell'Autostrada del Laghi, per lo più figure della criminalità provenienti dal sud Italia. La complessità del piano messo in atto richiedeva la concertazione di molti uomini: autisti dei mezzi dati alle fiamme per bloccare l'autostrada, complici che hanno gettato i chiodi per forare le ruote di auto provenienti da entrambe le direzioni, fornitori di armi ecc. basta pensare che le auto usate per la fuga (erano state lasciate vicino all'autostrada) sono cinque. "Si conferma la nostra tesi - ha spiegato Giuseppe Schettino, ex capo della Squadra Mobile di Como che ha seguito le indagini - cioè che più persone prendono parte a un colpo criminale, più è facile che venga commesso un errore.

Le indagini

A dare una forte accelerata alle indagini è stato un foglio di carta riportante un numero di telefono ritrovato nel magazzino utilizzato per nascondere i mezzi utilizzati nella rapina. Il magazzino si trova a Origgio. Il numero di telefono apparentemente sembrava non avere importanza, ma dopo approfondimenti si è arrivato a collegarlo con figure criminali che da ulteriori elementi raccolti sono risultate essere presumibilmente coinvolte nell'assalto. Attualmente non sono stati forniti dettagli sulle indagini per quanto riguarda il recupero del bottino, ma non è escluso che si possa arrivare presto a qualche certezza in merito. Per ora l'oro non è stato ancora recuperato, ma il cerchio sembra ormai stringersi intorno ai vari criminali che hanno assaltato il portavalori o che, comunque, hanno aiutato a prepararlo.

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