Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Raduno di estrema destra a Cantù caso nazionale. L'Anpi scrive a Mattarella: "Va fermato"

Diventa un caso nazionale l'annuale raduno di partiti e movimenti di estrema destra a Cantù - nell'area pubblica concessa dal Comune - dall'11 al 13 settembre. Mentre sul Lario esiste già un numeroso fronte contrario all'evento (cliccando qui...

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Diventa un caso nazionale l'annuale raduno di partiti e movimenti di estrema destra a Cantù - nell'area pubblica concessa dal Comune - dall'11 al 13 settembre. Mentre sul Lario esiste già un numeroso fronte contrario all'evento (cliccando qui trovate il documento originario), oggi il presidente nazionale dell'Anpi ha scritto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oltre che ai presidenti di Camera e Senato, al ministro dell'Interno e al presidente del consiglio Matteo Renzi, per chiedere che venga vietato il raduno canturino. Di seguito, il testo integrale dell'appello al Capo dello Stato.

Illustri Presidenti e Onorevole Ministro,

dalle pagine milanesi di un quotidiano nazionale (La Repubblica), ho appreso che sarebbero previste, a breve, in Lombardia, due manifestazioni di netta marca fascista (significativo il titolo dell'articolo "La galassia nera arriva a Milano"), una Festa nazionale di tre giorni di CasaPound, a Milano e, pressoché contemporaneamente, un meeting internazionale a Cantù, promosso da Forza Nuova. La concomitanza di due manifestazioni del genere, che hanno precedenti ben noti, indigna e preoccupa chiunque sia dotato di una vera sensibilità democratica. In particolare l'ANPI, riconosciuta da diverse sentenze di Tribunali militari come erede e successore dei Combattenti per la libertà, è legittimata e tenuta a reagire nei confronti di eventi che contrastino con i valori per i quali si batterono donne e uomini della Resistenza e su cui si fonda la Costituzione repubblicana. La nostra mobilitazione, dunque, è legittima e doverosa; ma non basta, perché il primo compito e il primo dovere di intervento spettano alle Istituzioni democratiche, che devono sapere, e far sapere, che i diritti di libertà trovano un limite imprescindibile nella natura democratica e antifascista del nostro Stato.

A nome di tutta l'Associazione che ho l'onore di presiedere attendo, quindi, un pronto e deciso intervento da parte di chi ha competenza in materia e una indifferibile presa di posizione delle massime Istituzioni nazionali sulla questione di fondo: l'Italia, che si è liberata 70 anni fa dalla dittatura fascista e dall'occupazione tedesca, è e deve essere un Paese democratico e antifascista, non lasciando alcuno spazio a chi sogna impossibili ritorni o propugna forme nuove di autoritarismo.

Con osservanza,

il Presidente Nazionale ANPI, Prof. Carlo Smuraglia
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