Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Raccolta fondi per i clochard: il manifesto flop che imbarazza il Comune di Cernobbio e La Stecca

Epic fail comunicativo. Sia pure le intenzioni fossero, e restano, lodevoli il risultato ha messo tutti in grande imbarazzo. E' successo in queste ore quando sul sito del comune di Cernobbio è comparso (e, poi, rapidamente scomparso) un...

Epic fail comunicativo. Sia pure le intenzioni fossero, e restano, lodevoli il risultato ha messo tutti in grande imbarazzo. E' successo in queste ore quando sul sito del comune di Cernobbio è comparso (e, poi, rapidamente scomparso) un manifesto che pubblicizza un'iniziativa di solidarietà in programma per domani: corsi di zumba per raccogliere fondi in favore del dormitorio di Como. L'evento, patrocinato dall'amministrazione è stato organizzato dall'associazione La Stecca, Classe 1954.

Ottime intenzioni appunto ma pessimo risultato. La locandina è drammatica da ogni punto di vista: non solo oppone un gruppo di ragazzi (belli, colorati e dinamici) alla tragedia di un senza tetto riverso in strada - e tanto basterebbe - ma perché sembra mostrare gli stessi giovani che saltano addosso all'uomo. Inoltre anche il testo che apre il volantino non è un'uscita felicissima: "Aiutiamoli, Facendo zumba!". Il progetto grafico è stato realizzato dall'associazione e pubblicizzato dal comune, in primis sul proprio sito. In un istante, ovviamente, è finito nel mare del social scatenando le ire di molti. "Potevamo guardarla meglio - ammette il sindaco di Cernobbio, Paolo Furgoni - l'iniziativa della Stecca è lodevole e abbiamo concesso volentieri l'utilizzo del palazzetto. In effetti la cosa è uscita malissimo e quel volantino non si può guardare. Lo abbiamo rimosso". Insomma una figuraccia: "Si è stata una figuraccia ma può capitare. Gli errori si commettono e vi garantisco la Stecca ha agito con le migliori intenzioni". "Mi dispiace aver messo il comune in questa situazione" dice Marco Malinverno, presidente della Stecca e presidente della classe del 54. "Io non frequento i social - evidenzia - e non so cosa sia successo. Abbiamo organizzato l'iniziativa per raccogliere fondi per far fronte all'emergenza freddo. Quando abbiamo realizzato il manifesto non ci è parso offensivo anzi, pensavamo passasse il messaggio a nessuno è venuto in mente che potesse essere interpretato male". Eppure la reazione generale è stata unanime. "Già, non siamo esperti di comunicazione. E' stato uno svarione: credetemi non volevamo essere offensivi o volgari".

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