Cronaca

Qui sì. Qui no. Qui sì. Qui no. L'incredibile piantagione di cartelli in via Tentorio

Quando la prima foto del nostro lettore è arrivata in redazione, è stata liquidata, con qualche sghignazzata, come un palese artefatto. Nemmeno precisamente  collocabile a Como. Eppure, nel volgere di una manciata di secondi, la realtà è...

Qui sì. Qui no. Qui sì. Qui no. L'incredibile piantagione di cartelli in via Tentorio

Quando la prima foto del nostro lettore è arrivata in redazione, è stata liquidata, con qualche sghignazzata, come un palese artefatto. Nemmeno precisamente collocabile a Como. Eppure, nel volgere di una manciata di secondi, la realtà è apparsa per quella che realmente è: nelle immagini che vedete sopra è ritratto un "pezzo" di via Tentorio, sud del capoluogo, zona Motorizzazione. Area attraversata dalla nascente Tangenziale di Como, ricca di aziende affacciate sulla strada.

Proseguiamo.

Nel caso in cui non aveste ancora fatto caso ai dettagli delle foto, fatelo ora. Guardate attentamente i lati sinistro (soprattutto) e destro dei marciapiedi. Su entrambi i lati della strada, all'inizio dei circa 200 metri complessivi dell'arteria, spuntano cartelli stradali blu, rotondi. Raffigurano un pedone e una bicicletta oppure soltanto il pedone (a destra). Indicano, dunque, che lì inizia un tratto di marciapiede dedicato a pedoni e due ruote. Eppure, una manciata di passi dopo, segue sempre un altro cartello. Blu, rotondo. Raffigura un pedone e una bicicletta, ma è sbarrato trasversalmente da una striscia rossa. Indica che quel tratto - circa 10 metri dopo il primo, in coincidenza con un passo carraio - non è più dedicato unicamente a pedoni e due ruote. A rigor di codice della strada, inappuntabile: da lì passano anche i veicoli. Ma ecco che, un'altra manciata di passi dopo, spunta un altro cartello. Blu, tondo. Con pedone e bici, senza sbarre. Poi un altro: blu, tondo. Qui pedone e bici di nuovo barrati di rosso. Poi un altro, blu tondo. E ancora un altro: blu, tondo, barrato. E così via, tutti a 4 passi dall'altro. Verso l'infinito e oltre, direbbe Buzz Lightyear. Giusto: è davvero degna di un film quell'inverosimile sequenza infinita di pali con il tondo in cima, a destra e a sinistra di via Tentorio, e distanza di pochi metri l'uno dall'altro. Stop and go, stop and go, stop and go. Ipnosi urbana. Costosa, si presume.

Di chi la responsabilità di una simile segnaletica? Non del Comune di Como, nei cui uffici - per quella zona - non risulta alcun progetto costellato da una "grandinata" di cartelli. Allora, probabilmente, l'autore va cercato nei costruttori della Tangenziale di Como. Ma, in fondo, individuare "un" colpevole nemmeno ha troppa importanza. Perché, in qualunque caso, chiunque abbia piantato come fiordalisi di latta quei 30 cartelli in 200 metri di strada - anche se a norma di legge - ha certamente seminato su Madre Terra un inno alla burocrazia sclerotizzata, un'ode alla fuga da ogni regola di buonsenso, un'evasione da ogni principio di ragionevolezza ed economia. Scappate, tutte queste doti, probabilmente in bici. O forse a piedi. O forse in bici. O forse a piedi...

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