Como, telefonata Mantovani-Berlusconi: "Contro politica sporca e Magistratura democratica"

Sta comprensibilmente suscitando una vasta eco il clamoroso arresto del vicepresidente della Regione Lombardia, nonché ex assessore alla Sanità (delega poi toltagli per forti dissidi con il presidente Roberto Maroni), ex parlamentare ed ex...

 

Sta comprensibilmente suscitando una vasta eco il clamoroso arresto del vicepresidente della Regione Lombardia, nonché ex assessore alla Sanità (delega poi toltagli per forti dissidi con il presidente Roberto Maroni), ex parlamentare ed ex coordinatore regionale del partito, Mario Mantovani, accusato dalla Procura di Milano di corruzione, concussione e turbata libertà degli incanti (in particolare per una gara sul trasporto di persone dializzate). Mantovani, in effetti, è da anni uomo di punta di Forza Italia a livello nazionale e storicamente vicinissimo al presidente Silvio Berlusconi. Tanto anche a Como, poco più di 2 anni fa - esattamente nel mezzo del periodo su cui indaga la Procura di Milano per fatti avvenuti tra giugno 2012 e giugno 2014 - si ebbe una plastica rappresentazione del rapporto strettissimo tra Mantovani e l'ex premier.

Era il 17 dicembre 2013 e Forza Italia, appena rinata dalla ceneri del Pdl, si era riunita a Villa Gallia per un incontro politico e per il brindisi natalizio. E fu proprio in quell'occasione che Mantovani, estraendo il proprio cellulare dalla giacca, chiamò Berlusconi e - dopo aver connesso il telefonino al sistema di amplificazione della sala - diede la parola al premier per un discorso durato circa 15 minuti e molto applaudito alla fine. Alcune parti dell'intervento di Berlusconi, quel giorno registrato in diretta dalla telecamera di Quicomo (qui l'integrale), riascoltato alla luce delle cronache di oggi suona veramente particolare. Berlusconi, infatti, attaccò - come accaduto non raramente negli anni al potere - "il potere di magistratura democratica in campo", "che ha questo terribile potere di incidere sulla vita degli altri, togliendo la libertà o addirittura andando a incidere sul patrimonio dei singoli. Nessuno oggi può essere sicuro dei propri beni e della propria libertà". Come se non bastasse, sempre Berlusconi, poco prima di salutare e ricevere l'applauso dei forzisti comaschi radunati a Villa Gallia - e dopo aver attaccato a lungo la sinistra "comunista - invitò i militanti a continuare l'opera di proselitismo tra i cittadini a favore del partito, "perché - disse testualmente - qualcuno dice no, questa politica mi disgusta, è sporca; ma se non te ne interessi e non scendi in campo, questa politica rimarrà sporca". L'accusa, paradossalmente, che oggi i pm milanesi rivolgono proprio a Mario Montovani.

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