Cronaca

Punto unico cottura, furia Veronelli: in un documento i clamorosi dettagli sul flop 2015

Alla fine, ha optato per l'attacco frontale. Anna Veronelli, consigliera comunale di Forza Italia con un lungo passato da assessore anche alla Scuola, ha riposto i sorrisi d'ordinanza e sulla vicenda del punto unico di cottura ha depositato...

veronelli-31dic15

veronelli-9apr16Alla fine, ha optato per l'attacco frontale. Anna Veronelli, consigliera comunale di Forza Italia con un lungo passato da assessore anche alla Scuola, ha riposto i sorrisi d'ordinanza e sulla vicenda del punto unico di cottura ha depositato un'interpellanza dai toni durissimi. La vicenda, fin qui, è nota: dopo l'autunno caldissimo in cui gli assessori a Politiche Educative, Opere pubbliche e Personale, rispettivamente Silvia Magni, Daniela Gerosa e Savina Marelli parteciparono assieme a dirigenti e tecnici comunali a una lunga serie di riunioni con le famiglie per illustrare il progetto destinato a raggruppare le cucine scolastiche in via Isonzo, il 30 dicembre si arrivò ad accantonare improvvisamente il tutto. Motivo: rispetti ai preventivati 700mila euro per trasformare la primaria di Prestino in centro unico di preparazione e successivo trasporto dei pasti, i costi reali per raggiungere lo scopo erano lievitati di mezzo milione. Da allora, la questione ha registrato poche novità tra cui l'unica degna di nota è il tentativo del Comune di trovare un accordo con l'azienda ospedaliera Sant'Anna per impiegare allo scopo le vecchie cucine dell'ospedale, nel monoblocco. La trattativa, a oggi, risulta aperta ma senza uno sbocco ancora definito.

Ed è per tutte queste motivazioni che Veronelli ora è sbottata, come si intuisce già dal titolo dell'interrogazione rivolta al sindaco e ovviamente agli assessori coinvolti: "Inadempienza rispetto al Regolamento per le pratiche partecipative, incarichi esterni e indirizzi della Giunta in merito all'erogazione del servizio di ristorazione scolastica per l'anno scolastico 2016-2017 e successivi". Per quanto riguarda il punto dell'inadempienza, nel documento la consigliera rievoca la celebre serata svolta all'ex Circoscrizione di Camerlata del 13 novembre scorso, quando - rievoca con polemico puntiglio Veronelli - "veniva convocata l'assemblea tematica e contestualmente erano fornite le tappe del processo partecipativo, così come previsto dal Regolamento per le pratiche partecipative (secondo incontro previsto entro il 13 gennaio 2016 dopo 60 giorni dal primo e poi entro il 13 febbraio scorso, entro il termine previsto di 90 giorni dalla prima serata, comunicazione degli orientamenti della giunta, ndr)".

Altra "rasoiata polemica" dell'esponente forzista, il ricordo dell'approvazione a tappe forza dell'anticipo al 2015 dello stanziamento di 700mila euro tramite il voto dell'assestamento del bilancio comunale del 30 novembre, "senza tenere conto delle perplessità e contrarietà emerse sia in Commissione 3, sia durante l'assemblea tematica del 13 novembre e il successivo incontro del 26 novembre con docenti e genitori presso la scuola di via Picchi, sia nei pareri espressi a livello di organi di Istituto (ad esempio collegio docenti del 9 novembre 2015), sia dei genitori che avevano raccolto 2000 firme per contestare la decisione della giunta".

magni-picchi-1Segue il passaggio forse più duro di tutti, anche perché contiene una rivelazione a tutti gli effetti sul perché - sul filo di lana - il progetto per via Isonzo venne letteralmente cestinato il penultimo giorno dell'anno, dopo l'infuocata maratona precedente. Veronelli, infatti, nel documento depositato riporta stralci della relazione datata 29 dicembre e redatta dall'ingegnere Luca Cozzi, incaricato proprio dall'amministrazione di valutare gli elaborati messi a punto dagli uffici e la sostenibilità della loro attuazione.

scuola-isonzo-26nov15"Nel verbale di verifica del progetto definitivo per appalto integrato - scrive la consigliera di Forza Italia - l'ingegner Cozzi dichiarava che "alla luce degli incontri tenutisi presso il Comune di Como in data 2 novembre, 6 novembre, 13 novembre e 11 dicembre 2015 il progetto iniziale elaborato dai Settori Tecnico e Scolastico ha subito un radicale stravolgimento" con conseguente notevole incremento dei costi del primo lotto. Nel verbale dell'ing. Cozzi si legge inoltre che non erano state inserite nel computo metrico estimativo tutte le opere e le attrezzature necessarie per far funzionare il centro unico di cottura e non era stato possibile nemmeno verificare con gli Enti distributori dei sottoservizi tecnologici a rete l'effettiva possibilità di allacciare il centro di cottura in progetto". Una verità che non cambia la sensazione già nota da tempo di un clamoroso infortunio degli uffici nella redazione del progetto per il punto unico di cottura ma che, nel contempo, la rende ancora più dura e per alcuni aspetti inspiegabile.

In ultimo, l'interpellanza si chiude con la sottolineatura - tradotta anche in una dichiarazione preliminare in aula lo scorso lunedì - che "a tutt'oggi, in palese e totale violazione del Regolamento per le pratiche partecipative, non è stata convocata alcuna assemblea, successivamente al 13 novembre, per rendere conto delle decisioni assunte dalla Giunta, e in violazione del Regolamento del Consiglio Comunale, art. 18, comma 6, non è stata convocata la Commissione 3". Seguono, su tutti i punti appena citati, le richieste di spiegazioni formali da parte dell'esecutivo di Palazzo Cernezzi in cui si chiede quanto sia stato speso finora per le consulenze esterne legate al progetto; si stigmatizza "la violazione dei Regolamenti comunali e l'assoluta mancanza di informazione e di partecipazione su un tema tanto importante e delicato per migliaia di famiglie"; si esprime "forte preoccupazione circa l'erogazione a 4.000 utenti del servizio di ristorazione scolastica a partire dall'anno scolastico 2016/2017 dal momento che, anche nell'imminenza dell'approvazione del bilancio di previsione 2016 e triennale 2016-2018, nulla è dato sapere circa le decisioni prese dalla giunta, essendo stato sinora e per mesi negato un qualsivoglia momento di approfondimento, spiegazione e confronto, dopo la decisione di non realizzare il centro unico di cottura in via Isonzo"; e infine si chiede come il Comune intenderà procedere con il personale a tempo determinato, sull'ipotesi di parziale esternalizzazione del servizio".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Punto unico cottura, furia Veronelli: in un documento i clamorosi dettagli sul flop 2015

QuiComo è in caricamento