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Maria-Rita-Livio-Candidata-Presidente

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Provincia, i veri numeri della catastrofe economica che sta travolgendo Villa Saporiti

Ottenuti i numeri reali della situazione economico-finanziaria della Provincia, viene da mandare un sincero in bocca al lupo alla presidente Maria Rita Livio. Naturalmente qualcuno starà già imprecando per l'affermazione (è come se vi sentissimo...

Ottenuti i numeri reali della situazione economico-finanziaria della Provincia, viene da mandare un sincero in bocca al lupo alla presidente Maria Rita Livio. Naturalmente qualcuno starà già imprecando per l'affermazione (è come se vi sentissimo: "Si sapeva da prima!", "Poteva non candidarsi", "Ringrazi il suo governo" ecc). Tutte osservazioni che, in parte, ci possono stare. Poi, però, restano i dati oggettivi della voragine nera e senza fondo che sta inghiottendo letteralmente Villa Saporiti. Numeri talmente inverosimili nella loro enormità che forse sarebbero stati ardui da gestire persino per Obama, Churchill e - perché no - pure Matteo Renzi.

Restiamo alla realtà dei conti, dunque. Che in sostanza dice questo: la Provincia, oggi, si trova in una situazione in cui l'unica certezza, condivisa peraltro con la maggior parte delle Province, è un quadro economico così compromesso che potrebbe portare all'impossibilità di chiudere il bilancio di previsione entro il 31 marzo 2015. Il che - come saprete - potrebbe avere conseguenze catastrofiche.

Ma d'altronde, i dati ufficili sulla situazione delle casse di via Borgovico dicono che nel 2014 Villa Saporiti ha versato allo Stato più di 15 milioni di euro e nel 2015 la cifra salirà a quasi 17 milioni di euro. A questo enorme prelievo, si sommerà la quota percentuale riguardante la Provincia di Como del taglio, pari a 1 miliardo di euro, che il Governo ha deciso di operare sul complesso delle Province. Secondo le stime dell'Unione Province Lombarde dovrebbe trattarsi di una cifra pari a 10 milioni di euro. Altra cifra astronomica.

Ma c'è di più. Nel corso della riunione con i sindaci del territorio di ieri sera, la presidente Livio ha specificato che nel 2015 la Regione ha comunicato che non ci sarà più la compartecipazione regionale delle province al bollo auto, che fruttava alla Provincia di Como circa 20 milioni ogni anno. Un'altra montagna di soldi letteralmente volatilizzata. Inoltre, la Regione difficilmente assicurerà tutta una serie di finanziamenti che, nel 2014, era stata pari a 5 milioni di euro. La metà di questa cifra è servita a finanziare il trasporto pubblico locale e circa 2 milioni e mezzo di euro è la somma che quest'anno manca proprio per lo stesso trasporto pubblico locale. Inutile dire che al momento non si conosce a quanto ammonteranno i contributi della Regione per l'espletamento delle funzioni fondamentali.

Il bilancio 2015, infine, vedrà la diminuzione dell'assegnazione dei Fondi Frontalieri che passeranno dai 7 milioni del 2014 a 4 milioni per il 2015, a cui si sommerà la diminuzione di altre entrate fiscali.

Come fronteggiare questo vero e proprio tsunami? Si è ipotizzato che una possibile diminuzione della spesa potrebbe venire dallo spostamento del personale dei Centri per l'Impiego nella nuova agenzia nazionale prevista nel Job Act e dall'applicazione dei requisiti pre-Legge Fornero per il pensionamento degli attuali dipendenti. Si sta inoltre cercando di mettere in vendita parte del patrimonio immobiliare dell'Ente. Ma, come avrete intuito, si tratta di strade praticabili, non di introiti/risparmi certi e quantificabili.

Infine, per quanto riguarda specificatamente il personale della Provincia di Como, la riforma degli enti prevede una diminuzione del 50% della spesa riguardante questo capitolo. Attualmente la spesa per il personale ammonta a 14 milioni di euro l'anno, ma chi ha davvero capito come, in che tempi e in quali forme si arriverà alla riduzione del personale e del relativo costo può essere soltanto un mago.

Insomma, il quadro è davvero catastrofico. E la tanto sbandierata riforma governativa delle Province rischia più che altro di trasformarsi in una lunga e feroce agonia dolorosissima per tutti. Cittadini inclusi.
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