Il racconto di una delle giovani vittime e la scoperta del night con prostituzione "di lusso"

Un'indagine che ha visto molte province coinvolte, portata avanti dai carabinieri della Compagnia di Saronno, coadiuvati da quelli di Como, Monza Brianza, Milano, Lecco e Alessandria

Foto Monza Today

Emergono dettagli sul caso che abbiamo trattato la settimana scorsa e che ha visto la collaborazione, ai fine di individuare i responsabili, dei carabinieri della Compagnia di Saronno, coadiuvati da quelli delle province di Como, Monza Brianza, Milano, Lecco e Alessandria.
Tutto è nato da una telefonata da una casa privata, con una richiesta d’aiuto. Disperata: la voce era di una giovanissima donna che diceva di essere stata violentata. È cominciata così l’operazione dei carabinieri di Saronno che ha permesso di scoprire un giro di prostituzione di lusso dietro un insospettabile locale, alla periferia di Varedo. Il coraggio della 20enne ha portato alla "liberazione" di tutte le altre ragazze trascinate in questo traffico. 

Fuori era un circolo privato. Dentro, era un nightclub con privé, dove si consumavano rapporti sessuali e si esercitava in modo clandestino la prostituzione. Sono sette le persone arrestate nell'ambito di un'indagine che ha impegnato i carabinieri di Saronno coordinata dalla Procura di Monza. Uomini e donne italiani e albanesi bloccati nelle loro case a Como, Varese, Milano, Varedo, Lecco e Alessandria. Sei si trovano in carcere, uno agli arresti domiciliari.

Ai militari la giovane ha raccontato di essere stata subito picchiata e violentata. Gli investigatori hanno scoperto così che la ragazza era stata reclutata in un giro di giovanissime squillo di lusso. La maggior parte proveniva dai paesi dell’Est Europa ma non mancavano anche delle giovanissime italiane. Tra gli arrestati ci sono un uomo di 74 anni e uno di 47, residenti in provincia di Lecco, i gestori del night.

Il titolare della struttura invece è un 49enne di Varedo. Nei guai anche una 28enne, prestanome di alcuni conti correnti riconducibili alla gestione del locale notturno. Nel giro c’erano infine due albanesi e un italiano, che si occupavano di trasportare le ragazze dalle loro abitazioni private al night. La banda riusciva a convincere le giovanissime ragazze a prostituirsi con la violenza oppure approfittando del loro stato di necessità. Insospettabile l’attività di prostituzione: al privé si accedeva da un ingresso ricavato all’interno di un ristorante e si poteva entrare solo se si era conosciuti dai gestori del ristorante.

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