Cronaca

Prostitute contro la crisi: il caso delle donne italiane nei postriboli ticinesi

Tra gli effetti della crisi economica che da anni sta attanagliando il Lario e l'Italia intera ce n'è anche uno particolare, riguardante il mondo della prostituzione. Lo ha segnalato un'inchiesta della televisione svizzera Rsi, assiema al sito...

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Tra gli effetti della crisi economica che da anni sta attanagliando il Lario e l'Italia intera ce n'è anche uno particolare, riguardante il mondo della prostituzione. Lo ha segnalato un'inchiesta della televisione svizzera Rsi, assiema al sito "gemello" tvsvizzera.it, intitolata eloquentemente "Ticino, la novità sono le prostitute italiane". In sostanza, secondo quando ricostruito dai giornalisti ticinesi con un corredo di dati e interviste, nell'ultimo biennio sarebbe cresciuto in maniera esponenziale il fenomeno di giovani donne italiane che, in difficoltà a trovare lavoro in patria, varcano il confine ed entrano a far parte del mercato del sesso a pagamento (mai in strada ma soltanto in appartamenti o locali).

A confermare il fenomeno inedito - o quantomeno inedito nelle attuali proporzioni - è stato anche il titolare del locale luganese "Corona", Paolo Sudanti. Il quale ha dichiarato che 7 delle 30 prostitute presenti al "Corona" sono, appunto, italiane, mediamente tra i 25 e i 30 anni senza lavoro e in alcuni casi vere e proprie frontaliere del sesso. Una percentuale decisamente più alta rispetto al passato e - pare - in ulteriore crescita a causa delle perduranti difficoltà economiche nel Belpaese.

Peraltro - sebbene a fronte di una decisa stretta legislativa sul fenomeno della prostituzione in Ticino, con i locali scesi da 30 a 7 nell'arco di un triennio - per le donne italiane intenzionate a intraprendere questa strada, il percorso non risulta troppo difficile: dopo un permesso temporaneo di 90 giorni, si può chiedere il cosiddetto "permesso di tipo G" che assegna lo status di lavoratrice frontaliera.

Curioso un altro elemento citato nell'inchiesta di Rsi e tvsvizzera.it: il recente apprezzamento del franco sull'euro non ha esentato da problemi anche il mercato del sesso - alimentato al 70% da uomini provenienti da "Como, Varese, Milano, Bergamo e anche oltre", come ha sotolineato ancora Paolo Sudanti. Tanto che molte prostitute avrebbero comunque deciso di mantenere il cambio "80 euro per 100 franchi" pur di non perdere clientela.
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