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Profughi dai Salesiani di Tavernola: arrivano i materassi. Giallo su una rivolta per i vestiti

La certezza è che nelle ultime ore, nella grande struttura di proprietà dei Salesiani a Tavernola, è arrivato un nuovo, nutrito gruppo di profughi che ha portato il totale degli extracomunitari ospitati a una sessantina. Altro dato di tutta...

La certezza è che nelle ultime ore, nella grande struttura di proprietà dei Salesiani a Tavernola, è arrivato un nuovo, nutrito gruppo di profughi che ha portato il totale degli extracomunitari ospitati a una sessantina. Altro dato di tutta evidenza, come testimoniano le foto, riguarda l'arrivo in tutta fretta, stamane attorno alle 9 di due camion carichi di materassi per poter allestire le stanze. Infine, ultimo dato accertato è la risposta data ieri dalla dirigente dei Servizi sociali del Comune di Como, Franca Gualdoni, al consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Marco Butti, che chiedeva lumi sull'arrivo - ora, come detto, concretizzato - dei profughi nella palazzina del Salesiani. In quel documento, la dirigente comunale spiegava che, a ieri, "la struttura dei Salesiani, a Tavernola" risultava "adibita a centro di riferimento, accoglienza e smistamento dei profughi assegnati al territorio provinciale, in attesa che sia individuata una collocazione stabile per ciascuno. La gestione del centro è affidata, a cura della Prefettura, alla cooperativa "Il Focolare" che opera in coordinamento con Caritas. Al momento risultano presenti circa 30 profughi". Numero, come detto, che in realtà oggi sembrerebbe essere più alto.

Da qui in poi, però - nonostante i tentativi di verifica esperiti - un quarto elemento si tinge di giallo e riguarda un articolo apparso su "Il Giornale d'Italia" fondato da Francesco Storace in cui si dà conto della denuncia di un residente del quale non vengono rese note le generalità che racconta di aver visto i profughi del quartiere Nord di Como "scaraventare nelle strade circostanti il centro religioso che li ospita sacchi di abbigliamento gentilmente offerti da nostri connazionali caritatevoli, probabilmente non considerandoli di loro gradimento". Nel racconto del residente - confermato nel testo da un altro cittadino di nome "Beppe" - si rende noto che gli abitanti, davanti a quella situazione, avrebbero chiamato le forze dell'ordine che però non sarebbero intervenute. Cosa, questa, oggettivamente molto inusuale, così come il "lancio" teorico degli abiti addirittura al di là del parco e delle recinzioni che delimitano la proprietà dei Salesiani.

Come detto, inoltre, conferme puntuali dei fatti narrati dalle colonne del quotidiano milanese non si è riusciti ad ottenerne, dunque non possiamo che limitarci a dare brevemente conto della cronaca riportata dal quotidiano online. Per eventuali segnalazioni in merito, è sempre possibile contattarci via mail: redazione@comozero.it. Per domani, infine, confermato l'incontro al Palazzo del Governo di Como tra il prefetto Bruno Corda e una quarantina di sindaci comaschi proprio per fare il punto sull'accoglienza di eventuali altri profughi e sul reperimento di locali per garantire l'ospitalità.
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