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'Ndrangheta a processo, tensioni in aula

M5S: "Affronto alle istituzioni"

Applausi, boati, comportamenti discutibili durante un'udienza penale del processo per un pestaggio avvenuto in piazza Garibaldi a Cantù nel 2016. Mattinata concitata ieri in Tribunale a Como dove il giudice è stato costretto a sgomberare l'aula e a sospendere la seduta, poi ripresa nel pomeriggio, mentre alcuni presunti parenti degli 'ndranghetisti avrebbero perfino rifiutato di esibire i documenti d'identità alle Forze dell'ordine.

“Questo atteggiamento frontale da parte della 'ndrangheta, al punto tale da manifestarsi all'interno di un'aula di un Tribunale, rappresenta un attacco alle istituzioni – osserva Monica Forte, consigliere del Movimento 5 Stelle e Presidente della Commissione Speciale Antimafia, Anticorruzione, Trasparenza e Legalità di Regione Lombardia - Davanti a tanta spavalderia le istituzioni sono chiamate a rispondere. La
Commissione Antimafia, che è già stata a Cantù, intende ritornare più volte sul territorio per far sentire la propria presenza e per dimostrare che le istituzioni sul territorio ci sono”.

Non si tratta del primo episodio che vede protagoniste le famiglie di 'ndranghetisti. “Tutto il territorio che va da Como a Lecco è ormai evidentemente infiltrato dalla criminalità organizzata di stampo mafioso – continua Monica Forte – Quanto successo ieri in Tribunale a Como, unitamente ad arresti e condanne delle ultime settimane, denota non soltanto un evidente aumento di questi fatti ma anche la tendenza da parte delle 'ndrine a manifestare il proprio potere sul territorio con una tracotanza che tradizionalmente non gli appartiene. Solitamente, nei territori dove è infiltrata, la 'ndrangheta preferisce il silenzio al rumore. Buona parte di questa spavalderia probabilmente deriva anche da un certo atteggiamento “timido” delle istituzioni che per troppo tempo sono rimaste silenti anziché esporsi e denunciare a gran voce i fatti. Le
mafie devono sapere che questo periodo è finito, ora ne inizia un altro".

Gli ultimi episodi preoccupano anche Raffaele Erba. “I segnali che stanno emergendo dal territorio risultano sempre più allarmanti e serve fare sistema per attuare una risposta organica – il pensiero del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle - Auspico che la maggior presenza della Commissione Antimafia Regionale sul territorio permetta l’inizio di un percorso di collaborazione tra istituzioni che rafforzi e renda strutturali gli interventi messi oggi in atto”.

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