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Como, cantieri conclusi nelle scuole d'infanzia: fotogallery

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Primaria di via Fiume, rivolta delle famiglie per i pasti: scattato il boicottaggio dei pagamenti

Rischia di complicarsi ulteriormente il percorso (già caldo) di avvicinamento alla cucina unica comunale prevista nell'attuale primaria di via Isonzo (qui tutti i dettagli) in sostituzione dei 17 punti cottura attuali. Questo almeno si desume da...

Rischia di complicarsi ulteriormente il percorso (già caldo) di avvicinamento alla cucina unica comunale prevista nell'attuale primaria di via Isonzo (qui tutti i dettagli) in sostituzione dei 17 punti cottura attuali. Questo almeno si desume da stralci del verbale dell'ultima assemblea interclasse svolta al plesso di via Fiume a Como (primaria compresa nell'Istituto comprensivo Como Centro Città). Tra i molti argomenti trattati, infatti, il tema della mensa e in particolare della qualità e quantità dei pasti serviti ai bimbi porta a galla indirettamente una clamorosa protesta già in atto e - in prospettiva - anche una nuova possibile mobilitazione contro il progetto di cucina unica a Prestino portato avanti da Palazzo Cernezzi.

Nel documento di sintesi della riunione, infatti, i genitori scrivono di essere "stati informati che durante l'ultimo Consiglio di Istituto si è affrontato lo spinoso discorso della mensa scolastica. Da parte di tutti, bambini (e quindi famiglie) e insegnanti, si contestano porzioni inadeguate e il menù che prevede a volte abbinamenti arbitrari (fagioli con contorni di carote!), altre volte piatti che non vengono accettati dai bambini". Non è finita qui, poiché nero su bianco è stato anche "ribadito il concetto che la scuola deve principalmente sfamare i ragazzi e non educarli ad un'alimentazione non condivisa dai genitori. Si è anche ricordato il problema dello spreco di tutto il cibo che non viene gradito e che viene buttato quotidianamente, sottolineando l'aspetto diseducativo di tale abitudine. Le insegnanti stesse hanno confermato che il problema riguarda tutte le scuole di Como e in qualche caso si sta procedendo a forme di protesta". Ricapitolando, una mezza insurrezione già in atto contro qualità e quantità dei pasti serviti dalla cucina comunale in via Fiume ma anche la presa d'atto che simili contestazioni sarebbero diffuse in più istituti della città. In ultimo, ecco comparire le accennate "forme di protesta", il punto forse più clamoroso di tutti.

scuola-via-fiume-nov15"Nel nostro plesso si è deliberato di procedere ad una raccolta di firme per chiedere un menù più adeguato e delle porzioni più corrette. In alternativa si è proposto di chiedere una riduzione dei bollettini e la possibilità di integrare il pasto dei bambini con una merenda portata da casa (questa proposta è partita da alcuni genitori, ma non ha incontrato il favore delle insegnanti). Qualche classe - e qui si colgono le proporzioni della "rivolta" latente ndr - ha già cominciato a tenere "in sospeso" il pagamento dei bollettini; si è discusso della possibilità di pagare solo la cifra pari alla metà di quanto richiesto". Un boicottaggio autentico e pesante sia per il significato, sia (in potenza) per le casse municipali.

mensa-genericaE ancora non è finita, poiché negli stralci del verbale si legge che "è stato sottolineato come il problema non riguardi le cuoche che si limitano a seguire direttive partite dall'alto: il problema è a monte e potrebbe aggravarsi se davvero il Comune procedesse a chiudere tutte le cucine per attrezzare un unico punto di riscaldamento a Prestino (presso l'attuale scuola primaria). Anche per scongiurare questa possibilità, che già in partenza si sa essere dannosa per la qualità del servizio, si chiede ai genitori di partecipare attivamente alle iniziative che verranno prese". In altri termini, come si diceva, la premessa per una mobilitazione contro il centro unico di cottura in via Isonzo innestata su un fortissimo malcontento per i pasti già serviti attualmente e causa persino di boicottaggi. Uno scenario veramente esplosivo per Palazzo Cernezzi.

Leggi anche: "Cucina unica per le scuole, videointerviste (preoccupate) a una mamma e a un papà"

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