Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Pozzo nero Villa Erba: -660mila euro. E il colosso americano messo a verbale è sparito

In questi giorni il giornale "la Provincia" ha rivelato numeri decisamente interessanti - ancorché per nulla "allegri" - sull'eterna situazione critica di Villa Erba, gigante dai piedi d'argilla e frutto amaro di una megalomania...

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La commissione del 3 dicembre

Trattasi della famosa - e a Palazzo Cernezzi indigesta a non trascurabili settori della maggioranza di centrosinistra - dilazione dei mutui in essere dal 31 dicembre 2025 al primo gennaio 2031, tramite modifica della concessione. Una mossa che garantirà a Villa Erba nuova liquidità tramite un risparmio di spesa di 450mila euro per i primi 2 anni e poi grazie a una rata di 300mila euro e non di 470mila. La mossa (come tutto il quadro d'assieme attorno alla struttura cernobbiese) non ha mai convinto il gruppo di Paco-Sel a Palazzo Cernezzi e le frange non pretoriane di Pd e coalizione governativa in genere, tanto che quando la delibera approdò in aula, il voto fu un mezzo psicodramma e il numero legale venne garantito soltanto dalla presenza in aula della consigliera di minoranza Roberta Marzorati (qui la cronaca nell'articolo "Villa erba: ok del consiglio, ma la maggioranza si sfalda").

roberta-marzorati-14-dic15Ma in questo scenario e nonostante i mal di pancia appena sommariamente descritti, cosa portò comunque la maggioranza a sfangarla il 15 dicembre scorso con la miseria di 14 voti favorevoli? Un peso notevolissimo ebbe, quantomeno per non esasperare ancora un quadro già tesissimo, l'audizione del presidente di Villa Erba in Commissione Società Partecipate, Cesare Manfredi, introdotto dall'assessore Pd alla partita Savina Marelli. Fu un'audizione non banale, dove per la verità Manfredi descrisse con grande durezza i gravissimi limiti strutturali di Villa Erba per reggere la concorrenza mondiale in ambito fieristico-congressuale. Ma una grande speranza, a un certo momento del suo discorso, balenò in Sala Stemmi.

Savina Marelli e Cesare Manfredi

Fu quando il presidente del polo espositivo parlò praticamente come di una cosa conclusa dell'accordo con la società americana SMG, gigante americano della gestione di spazi per congressi e fiere che avrebbe dovuto affiancare Villa Erba in forza di un contratto da 150mila euro all'anno per 3 anni, "risolvibile in ogni momento" per intercettare i mercati fieristici internazionali e convogliare eventi in riva al Lario da tutto il mondo (con percentuale del 10% sugli introiti del polo). Ma non solo, poiché Manfredi aggiunse che "ora è vitale entrare in un grande network mondiale, come può garantire l'accordo con Smg che ha 40mila dipendenti, è proprietaria di 83 quartieri fieristici nel mondo e ne gestisce altre 120. Si tratta di una collaborazione e non dell'affidamento della gestione".

luigino-nessiInsomma, un accordo dato sostanzialmente come chiuso ai commissari presenti, tanto che addirittura il verbale ufficiale di quella seduta di Commissione riporta una domanda specifica rivolta in merito dal consigliere di Paco-Sel, Luigino Nessi. Si legge nel documento ufficiale: "Il consigliere Nessi ritorna sul tema della società americana e chiede come mai non ci si è rivolti a una italiana e se ciò comporterà un aumento del personale". Evidentemente, tanta era la fiducia su questa partnership - come si è visto anche per durata e importi contrattuali - che Manfredi rispose che "la società individuata già opera con un grande colosso europeo e, con riguardo al personale, una persona sarà messa a disposizione e lavorerà con Villa Erba".

palazzo-cernezzi-2Insomma, la partnership che avrebbe dovuto portare il mondo a Cernobbio era definita in ogni dettaglio. E in questi termini venne data pressoché per assicurata ai commissari presenti. I quali, però, ora hanno fortuitamente scoperto che no, quell'intesa "decisiva" è saltata per non meglio precisati mancati accordi all'ultimo minuto. In compenso - senza che né la Commissione, né il consiglio siano stati informati ad alcun titolo, a quanto pare - alla svanita SMG sarebbe subentrata una società milanese, la Meeting Consultants. Della cui esistenza - certamente notissima al mondo congressuale e fieristico - gli incolpevolmente profani consiglieri hanno appreso a giochi chiusi e via media. Bizzarro omaggio alla "casa di vetro" sulle dolci rive cernobbiesi.

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