Cronaca

Il giorno del giudizio: Anac decide il futuro delle paratie (e di Lucini)

Il destino, evidentemente, ha voluto questo: depositare sotto l'albero di Natale del sindaco di Como, Mario Lucini, un pacco a sorpresa. Che potrebbe regalare un 25 dicembre memorabile sia in positivo che in negativo al primo cittadino. Più...

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lucini-fascia-tricolore-2Il destino, evidentemente, ha voluto questo: depositare sotto l'albero di Natale del sindaco di Como, Mario Lucini, un pacco a sorpresa. Che potrebbe regalare un 25 dicembre memorabile sia in positivo che in negativo al primo cittadino. Più brutalmente ancora, da qui alle prossime 24-48 ore (fatti salvi slittamenti o lungaggini imprevedibili) Lucini avrà tra le mani una gran parte della risposta alla domanda che da qualche settimana ha già preso a circolare vorticosamente: ricandidarsi alla guida di Como oppure no, nel 2017?

Tutto questo prologo perché domani, a 3 giorni dalla Festa, si riunisce il consiglio dell'Autorità Nazionale Anticorruzione. E pare proprio che all'ordine del giorno della creatura guidata da Raffaele Cantone via sia il destino del lungolago di Como. Tra l'altro, sembra abbastanza probabile che in quella stessa seduta possa maturare il giudizio definitivo sull'istruttoria romana avviata all'inizio dell'anno. anticorruzione-2Riassumendo all'estremo, i punti essenziali su cui Palazzo Cernezzi attende con trepidazione le parole di Cantone riguardano: l'eventualità (catastrofica sotto ogni aspetto) che la terza perizia messa a punto dal Comune dal 2012 a oggi non venga ritenuta ammissibile e dunque che il cantiere in corso subisca uno stop totale e definitivo, con "licenziamento" dell'azienda vincitrice dell'appalto nel 2006 (Sacaim) e nuova gara da zero; la possibilità (già decisamente meno impattante su ogni fronte e peraltro già ventilata dalla stessa amministrazione prima dell'inchiesta Anac) che la perizia venga ammessa in gran parte e che soltanto la parte di lavori riguardante l'arredo finale del nuovo lungolago venga "estratta" dall'appalto in corso e rimessa in gara per un valore attorno ai 3,2 milioni; infine, la "sentenza" sul dirigente comunale e direttore dei lavori, Pietro Gilardoni, in relazione alla presunta inconferibilità del primo incarico e incompatibilità del secondo sulla base dell'incarico ottenuto da Sacaim tra 2007 e 2008, quando lo stesso era libero professionista a tutti gli effetti e certificò per l'azienda lo stato di consistenza degli edifici affacciati sul lungolago. Sono poi decine, naturalmente, gli altri aspetti per nulla trascurabili ma inevitabilmente "di dettaglio" - per paradosso - rispetto a queste prime 3 questioni centrali e dirimenti. cantiere-paratie-3Da ogni decisione specifica dell'Anac potrà dunque maturare una lunghissima serie di conseguenze. La migliore (ma la meno probabile) sotto tutti gli aspetti è certamente la chiusura dell'istruttoria senza alcun addebito nei confronti del Comune di Como e di Pietro Gilardoni. Ciò potrebbe significare un riavvio del cantiere a inizio 2016 e - in quanto a ricadute politiche - un Lucini da ritenersi sostanzialmente già ricandidato a sindaco ed estremamente rafforzato da qui in avanti. cantiere-paratie-panoramicaCome si accennava prima, sarebbe invece catastrofica la decisione dell'Anac di confermare ogni accusa a Palazzo Cernezzi e quindi tranciare la storia svoltasi fino a oggi sul lungolago al fine di avviare l'iter verso un nuovo e omnicompresivo appalto. Questa strada, di fatto, archivierebbe con 18 mesi di anticipo l'esperienza di Mario Lucini alla guida di Como ma soprattutto prolungherebbe il calvario del lungolago su tempi a oggi nemmeno quantificabili tra pressoché certi contenziosi, tempi burocratici, nuovi lavori e così via. sopralluogo-paratie-7giu15-4C'è poi la terza soluzione possibile: il permanere di alcune contestazioni secondarie all'amministrazione sulla gestione del cantiere (con possibili trasmissione di atti alla Corte dei Conti per indagare su eventuali danni erariali) e l'indicazione tassativa di procedere con un nuovo appalto ma limitatamente agli arredi della passeggiata (circa 3 milioni). Il che potrebbe rimanere nel campo della "riduzione del danno", permettendo comunque la ripartenza almeno parziale del cantiere entro inizio 2016 e senza avere eccessivi effetti negativi politici sul primo cittadino, che - pur dovendo affrontare una nuova gara con tutte le incognite del caso - uscirebbe sostanzialmente stabile rispetto al "borsino politico" attuale, ma con il jolly possibile di vedere ruspe e operai al lavori in tempi non biblici. Non proprio un trionfo, ma almeno un'uscita dall'impasse che non ne minerebbe particolarmente il percorso verso una possibile ricandidatura (a quel punto, sarà lo stato di fatto del lungolago tra un anno esatto a dire se sarà opportuno o meno un bis). Da sinistra: Gilardoni, Ferro e Lucini Da sinistra: Gilardoni, Ferro, Lucini Naturalmente, per ogni scenario possibile, va considerata anche la relazione con le possibili decisioni Anac sul ruolo del dirigente e direttore dei lavori, Pietro Gilardoni. Il quale oscilla - suo malgrado - tra la possibile archiviazione di ogni contestazione di inconferibilità originaria dell'incarico di dirigente e di incompatibilità con il ruolo di direttore lavori della paratie e la conferma dei rilievi con il rischio di dover abbandonare entrambi i ruoli (passando per l'ipotesi intermedia che potrebbe vederlo costretto a lasciare il cantiere ma non il Comune). Di tutto questo, comunque ed elucubrazioni a parte, dovrebbe parlare domani il consiglio dell'Autorità Nazionale Anticorruzione presieduto da Raffaele Cantone. Poi, forse, in un pugno di ore a Como arriverà il pacco più pesante degli ultimi anni. Senza possibilità di cambio in caso di dono sgradito.
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