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La Curia nervosa, lo stop alla nuova piazza Grimoldi, il Ficus Benjamin

La Curia nervosa, lo stop alla nuova piazza Grimoldi, il Ficus Benjamin

Piazza Grimoldi, Comune contro la Soprintendenza: "Eccesso di potere senza motivazioni"

Che Comune di Como e Soprintendenza fossero ai ferri corti per la tumultuosa vicenda del progetto di riqualificazione di piazza Grimoldi era cosa nota. Così come notorio è il fatto che il vero "nemico giurato" del progetto predisposto (e anche già...

Che Comune di Como e Soprintendenza fossero ai ferri corti per la tumultuosa vicenda del progetto di riqualificazione di piazza Grimoldi era cosa nota. Così come notorio è il fatto che il vero "nemico giurato" del progetto predisposto (e anche già modificato in corso d'opera) dai progettisti che vinsero il bando comunale è in realtà la Curia, che ha sempre mal digerito per asserite interferenze con le processioni la prevista posa di alberi a lato del Broletto e di una fontana circolare al centro della piazza. Ma che la durezza dello scontro fosse ai livelli che ora emergono, questo no, non era chiaro fino in fondo. Per capirlo, basta leggere la motivazione con cui Palazzo Cernezzi ha presentato ricorso al Tar contro il parere della Soprintendenza datato 6 marzo 2015. Si tratta della carta con cui l'ente concedeva un okay di massima al progetto - peraltro già rivisto in alcuni dettagli dopo i cofronti con la Curi - ma dettando ulteriori prescrizioni e modifiche. Troppo, secondo l'assessore all'Urbanistica Lorenzo Spallino e il dirigente del settore, Giuseppe Cosenza.

lorenzo-spallinoTanto che venne appunto annunciata la volontà di ricorrere alla giustizia amministrativa per dirimere una volta per tutte la questione. Ebbene, ora si apprende nero su bianco che il Comune - nel motivare il ricorso al Tar contro il tandem Soprintendenza (nei fatti)-Curia (nello spirito) - afferma che "esaminata la nota del 6 marzo 2015", si è rilevato che "in e con" essa non viene fornita alcuna motivazione in merito alla soluzione progettuale alternativa predisposta dal Comune di Como (quella già rivista rispetto agli elaborati vincitori del bando originario, ndr). Ma non basta, perché l'amministrazione comunale aggiunge pure che "vengono espresse "preoccupazioni" del tutto inconferenti che mal celano la mancanza di motivazione di un siffatto provvedimento e l'evidente eccesso di potere in cui è incorsa la Soprintendenza". Eccesso di potere: parole più pesanti delle antiche pietre della piazza. Segno che lo scontro in Tribunale, a questo punto, sarà veramente una sorta di "guerra santa", forse non del tutto casualmente.

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