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Piazza Grimoldi, idea bipartisan: "Modifiche il progetto per valorizzare i reperti"

Forse nemmeno troppo a sorpresa, spunta un mini-fronte bipartisan che comincia a nutrire dubbi sul completamento del progetto per piazza Grimoldi così come era stato originariamente pensato (pavimentazione in raccordo con quella di piazza Verdi...

grimoldi-8feb16-5Forse nemmeno troppo a sorpresa, spunta un mini-fronte bipartisan che comincia a nutrire dubbi sul completamento del progetto per piazza Grimoldi così come era stato originariamente pensato (pavimentazione in raccordo con quella di piazza Verdi, fontana davanti a San Giacomo e alberature al confine con piazza Duomo). Le due voci sono quelle di Guido Rovi (consigliere comunale Pd di maggioranza) e di Ada Mantovani (Adesso Como, opposizione). I quali, a dispetto della convinzione del progettista, Stefano Seneca, del Comune di Como e persino della Soprintendenza di poter interrare tutto quanto riemerso in questi giorni e poter poi completare il progetto come previsto, avanzano una proposta alternativa: rinunciare, almeno in parte, al disegno originario e valutare seriamente una modifica compatibile con la valorizzazione e la fruizione futura dei reperti (per la verità, però, non ancora nemmeno catalogati con certezza rispetto a datazione e "importanza").

rovi-nov15Il primo consigliere a schierarsi in questa direzione è stato Rovi. "Personalmente - ha affermato l'esponente del Pd - immagino che la Soprintendenza di fronte ad un ritrovamento come questo, storico in tutti i sensi, abbia il diritto/dovere di pronunciarsi, dando indicazioni (in quanto espressione dello Stato) che levi dagli impacci, perché non dimentichiamo che c'è stato un concorso e sussiste sempre l'aspetto legale. Il progetto in questo caso forse è opportuno che vada cambiato, perché le tarsie che lo connotano a mio avviso rischiano di compromettere il patrimonio archeologico, che invece va integrato e valorizzato. Sono convinto che si troverà un'altra posizione per la fontana, mentre per le alberature direi che è evidente che ormai risultano fuori luogo". Un italiano vellutato che però - come è facile notare soprattutto nel passaggio finale - indirizza il pensiero in una direzione piuttosto drastica, rispetto all'impianto originario dell'architetto Seneca selezionato dal Comune per la realizzazione (investimento di 954mila euro compresi i gli interventi su via Rodari e piazza Roma, impresa lecchese al lavoro). Peraltro, Rovi evoca anche una soluzione progettuale che possa lasciar vedere i reperti passeggiando.

ada-mantovani-9feb15Non troppo diverso, pur partendo dai banchi dell'opposizione consiliare, il concetto espresso anche da Ada Mantovani. La quale, da avvocato prima premette che "le paratie insegnano però: qualsiasi variazione del progetto deve essere rispettosa dei limiti imposti dalla legge". Poi, però, evoca una variazione progettuale: "A me comunque l'idea di una pavimentazione trasparente nel punto del ritrovamento dei reperti piace. Sarebbe certamente affascinante".

L'attesa per le nuove valutazioni della Soprintendenza, attesa sul posto nei prossimi giorni, a questo punto crescono ulteriormente.
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