Cronaca

Pedaggio Tangenziale: Como e i comaschi umiliati in Regione

Un'umiliazione così profonda, "violenta", sfacciata - e a un così alto livello istituzionale - per un intero territorio, che poi coincide esattamente, ahinoi, con Como e la sua provincia non si ricordava da anni, decenni. Eppure è successo...

Un'umiliazione così profonda, "violenta", sfacciata - e a un così alto livello istituzionale - per un intero territorio, che poi coincide esattamente, ahinoi, con Como e la sua provincia non si ricordava da anni, decenni. Eppure è successo veramente: oggi pomeriggio, alla prevista audizione in Regione Lombardia del Comitato "No Pedaggio" per la Tangenziale di Como, in Commissione Infrastrutture e Trasporti, non si è presentato nessuno. Anzi, no. Esclusi 3 consiglieri regionali comaschi su 5 (Daniela Maroni, Luca Gaffuri e Dario Bianchi, nessuno di costoro peraltro appartenente alla Commissione ma presenti in quanto lariani a differenza dei colleghi Alessandro Fermi e Francesco Dotti), un unico rappresentante dell'organismo regionale c'era: il vicepresidente dell'organismo del Pirellone, Mauro Piazza. Lecchese doc. Complimenti a lui per la serietà. Per il resto, una vergogna inaudita, tenendo anche conto che questo appuntamento, che poi sarebbe dovuto essere nulla più di un'audizione dei rappresentanti comaschi schierati contro il pedaggio per i 2,4 Km da Como a Villa Guardia, era già stato spostato una volta dal 22 ottobre a oggi, appunto.

Eppure nulla: oggi ad accogliere, tra gli altri, il sindaco di Como, Mario Lucini, la presidente della Provincia, Maria Rita Livio, il sindaco di Albese con Cassano e portavoce del Comitato, Alberto Gaffuri, oltre a un ulteriore drappello di altri rappresentanti del territorio, non si è presentato nessuno degli interlocutori avvisati. Né Pedemontana, né l'assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Sorte, né gli esponenti della società Concessioni Autostradali Lombarde (Cal), né gli stessi membri della Commissione stessa. Che pure - umiliazione nell'umiliazione per i comaschi - erano riuniti ufficialmente poco prima in seduta ufficiale su altri temi. Ma niente, ascoltare le ragioni delle istituzioni lariane che si battono per eliminare i 62 centesimi sulla Tangenziale di Como (al netto del novembre gratis e del bimestre, fino a gennaio, con sconti al 50% per gli iscritti al Conto Targa) - foss'anche stato per cassarle o per mera cortesia - era evidentemente troppo disturbo. Fisico o politico (il "governo" del Pirellone è di centrodestra), non conta. I comaschi sono stati presi a pesci in faccia, oggi a Milano.

gaffuri-livio-12set15-1Poca voglia di parlare dopo quella manciata di minuti trascorsa ad aspettare che non fosse vero tanto affronto. Poi, capito che le cose non sarebbero cambiate e che la Commissione Territorio e Infrastrutture della Regione non avrebbe visto arrivare nessuno ad ascoltare le ragioni del Lario, i rappresentanti istituzionali comaschi hanno lasciato Milano increduli e indignati. "Una mancanza di rispetto incredibile, una vergogna - si è limitato a commentare il portavoce del Comitato No Pedaggio, Alberto Gaffuri - L'unico rappresentante rimasto ad ascoltarci è stato il vicepresidente della Commissione, di Lecco, oltre ai consiglieri comaschi Maroni, Gaffuri e Bianchi, che ringraziamo. Per il resto, questo è il trattamento indegno riservato a un intero territorio. Non c'è altro da aggiungere, si commenta tutto da sé". Vero, ma incredibile comunque, al di là di qualunque ipotetico risultato del confronto sfumato.

Niente più di questo: umiliati. E mazziati, col pedaggio tra i più cari del globo terracqueo per una tangenziale tra le più corte del Creato (strada che - ulteriore tegola di giornata proveniente dal governo - si terrà il balzello come previsto, con l'esclusione di ogni ipotesi di gratuità). Così, oggi, sono stati trattati i comaschi. Almeno 10mila, stando alle firme raccolte dal Comitato finora. Oltre diecimila voti, viene da pensare.

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