Pedaggio per la Milano-Meda. Il PD avverte: "La si percorrerà a 8 km all'ora"

Tagli al trasporto ferroviario di 179 milioni di euro nel giro tra il 2010 e il 2011. La situazione secondo il PD è quasi drammatica. Il rischio è di vedere dimezzate le corse o raddoppiati i prezzi dei biglietti. Nella conferenza stampa di questa...

Tagli al trasporto ferroviario di 179 milioni di euro nel giro tra il 2010 e il 2011. La situazione secondo il PD è quasi drammatica. Il rischio è di vedere dimezzate le corse o raddoppiati i prezzi dei biglietti. Nella conferenza stampa di questa mattina Luca Gaffuri, capogruppo Pd in Consiglio Regionale, ha dichiarato: "Siamo veramente preoccupati per il destino del trasporto ferroviario, all'inaugurazione dei nuovi treni sono stati pronunciate due farsi inquietanti: Bisogna entrare nella mentalità che i servizi vanno pagati perchè la stessa corsa, in Inghilterra, costa quattro volte il costo in Italia" pronunciata da Roberto Castelli, viceministro ai trasporti, e se i tagli contenuti nell'ultima versione della manovra dovessero essere confermati, un treno su due non potrà più circolare in Lombardia detta da Giuseppe Biesuz, amministratore delegato di Trenord. Non era questo che la Regione aveva promesso: usciamo da una situazione che incrementato prezzi di biglietti e abbonamenti del 23%, ma si sono moltiplicati i disagi, stessi ritardi, meno confort e il rischio è quello di restare senza treni. Nel 2012 i tagli previsti per il trasporto pubblico sono quantificati intorno 179 milioni di euro: il sistema non regge più e i costi del servizio saranno scaricati sui cittadini. Bisogna smetterla di fare aumenti- prosegue Gaffuri -ora la Lombardia ha tariffe paragonabili a quelli del resto dell'europa. Noi chiediamo maggiore conconrrenza su questo settore - la scelta monopolistica fatta con Trenord rischia di penalizzare il servizio, quindi aprire anche alle ferrovie svizzere; d'altra parte la Lombardia deve investire sul ferro se vuole puntare alla modernizzazione".

Il guaio è anche che i tagli ai trasporti pubblici possano ripercuotersi sulla viabilità ordinaria. In molti, infatti, potrebbero abbandonare i mezzi pubblici per scegliere di spostarsi in auto. Come se non bastasse, però, i cittadini potrebbero dovere fare i conti con aulcune sgradevoli novità. Per esempio, la Milano-Meda sarà a pagamento, poiché per un tratto sarà incorporata nella famosa Pedemontana. Ed è qui che Gaffuri avverte: "Secondo alcuni studi in futuro sulla Milano-Meda aumenterà il flusso di traffico. I veicoli in circolazione saranno così tanti nelle ore di punte che la velocità di percorrenza potrebbe abbassarsi a una media di 8 chilometri orari".

Savina Marelli, segretario provinciale del Pd di Como, ha aggiunto: "Il Pd non può che impegnarsi in una mobilitazione nelle stazioni nel mese di ottobre per aumentare la consapevolezza dei cittadini prima che la situazione diventi reale e gli effetti di scarichino sulla qualità della vita quotidiana delle persone che prendono il treni per reale necessità. Il Partito Democratico si deve impegnare e aumentare la consapevolezza negli utenti e creare una mobilitazione per causare un cambio di direzione".

Vasco Dossena, responsabile Mobilità e Trasporti del Pd di Como, ha chiarito il senso dell'iniziativa: "Abbiamo iniziato un percorso di vicinanza con i pendolari, già con il primo tour delle stazioni lo scorso novembre, abbiamo sentito il polso della situazione attraverso l'incontro con i cittadini. Ora stiamo organizzando intorno alla metà di ottobre due giorni di mobilitazione nelle stazioni della provincia per incontrare i cittadini e spiegare loro i rischi a cui vanno incontro".

Stefano Legnani, segretario cittadino, ha concluso: "Il tema dei trasporti pubblici e della mobilità è cruciale anche in vista delle prossime amministrative perché si riflette immediatamente sulla qualità della vita delle persone e della città. A Como manca una visione strategica dei trasporti in città e questo sarà uno degli obiettivi della campagna elettorale del centrosinistra"

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