Pd, Gagliardi fuori dal coro: "Se in 300 danno 3 alla giunta Lucini, il partito rifletta"

Una sporcatura, un lieve alone e nulla più sullo scudo eretto ufficialmente dal Pd davanti alla giunta di Como con l'ormai celebre "tutto bene, voto 8 in pagella". Però, forse proprio per l'unicità della posizione all'interno di un Pd comasco...

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Una sporcatura, un lieve alone e nulla più sullo scudo eretto ufficialmente dal Pd davanti alla giunta di Como con l'ormai celebre "tutto bene, voto 8 in pagella". Però, forse proprio per l'unicità della posizione all'interno di un Pd comasco convinto (quasi) all'unanimità della promozione per l'esecutivo Lucini, per il primo cittadino stesso e per l'operato negli ultimi 4 anni, le parole di Riccardo Gagliardi, ex vicesegretario nell'epoca Marelli nonché recente sfidante dell'attuale vertice provinciale Pd, Angelo Orsenigo, fanno a loro modo notizia.

Lucini-31dic15Unico ad uscire fuori dall'osanna dem, infatti, Gagliardi ha preso come spunto il contraltare all'8 in pagella assegnato dal suo partito, ovvero l'esito del questionario di Forza Italia da cui tutto è partito. Un mini-sondaggio, chiaramente non imparziale esattamente come il giudizio dem, avvenuto una decina di giorni fa a un gazebo allestito a Porta Torre e da cui è emerso che le circa 300 persone che hanno risposto alle 10 domande hanno prodotto un voto medio all'esecutivo Lucini pari a 3 e qualche decimale.

"Saranno stati 300 fans sfegatati di Forza Italia - ha commentato sul proprio profilo Facebook Gagliardi - Oppure 300 elettori simpatizzanti che avranno visto sventolare la bandiera forzista o un campione di cittadini statisticamente modesto. Ma rimane il fatto che la distanza tra quanto percepito da quei 300 elettori e le risposte date dalla segreteria cittadina del Pd misura la distanza che c'è da compiere ancora in questo anno prima delle prossime elezioni". fanetti-orsenigoInsomma, toni morbidi per un concetto (più "aspro") che traspare: quell'8 in pagella, ancorché confrontato con un 3 marchiato dagli avversarsi politici, forse non racconta davvero tutta la verità sull'esecutivo di Palazzo Cernezzi. E non solo, Gagliardi si produce anche in un finale con suggerimento non proprio neutro verso il Pd comasco, spronato a tramutare persino i votacci degli avversari in qualcosa di meglio ma con una piccola bacchettata: "Magari con più voglia e capacità di ascolto dei comaschi che, alla fine, sono quelli che poi votano". In segreteria dem qualche orecchio fischierà, forse.

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