Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Pd, Orsenigo paralizzato dalle faide interne e il direttorio "segreto" sulle paratie

I temi politici sul piatto, volendo, non mancherebbero per il partito oggi più importante del territorio: dal pasticcio della costosissima e pedaggiatissima Tangenziale di Como, per cui - sebbene a causa di scelte determinate dalla Regione - il...

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I temi politici sul piatto, volendo, non mancherebbero per il partito oggi più importante del territorio: dal pasticcio della costosissima e pedaggiatissima Tangenziale di Como, per cui - sebbene a causa di scelte determinate dalla Regione - il Comune capoluogo ha appena cancellato il tracciato del secondo lotto dai documenti urbanistici e attende l'incontro di venerdì con il ministro Delrio, passando per il disastro ben più che "comunale" delle paratie ma anche per le prossime elezioni comunali di un centro tutt'altro che secondario come Olgiate Comasco, fino ai temi ambientali su smog e inquinamento, arrivando alle grandi opere in stand by (la Variante della Tremezzina su tutte), o - restando in casa - all'emorragia di tessere che il partito ha riscontrato tra 2014 e 2015. Eppure - pur tenendo bonariamente conto del periodo natalizio - il Partito Democratico della provincia di Como, pur molto attivo con taluni singoli esponenti di spicco (dai parlamentari al consigliere regionale Luca Gaffuri), è impantanato dal lontano 14 dicembre scorso nella composizione della nuova segreteria provinciale. Burocrazia politica allo stato purissimo. Eppure di questo - almeno per quanto ne abbia notizia la stampa - si sta occupando pressoché unicamente il neosegretario provinciale del partito di Renzi, nonché sindaco di Figino Serenza, Angelo Orsenigo, dalla sua nuova posizione. Non proprio una rottamazione delle vecchie abitudini della politica, insomma, ai cui retaggi peggiori era pure era stato annunciato l'addio prima dell'elezione.

angelo-orsenigo-29ott15-2-2Trentacinque giorni trascorsi per scegliere la dozzina di nomi con cui costruire il "governo" interno del Pd sul territorio - al netto dei panettoni - sembrano oggettivamente un'eternità, tanto più nell'epoca della velocità renziana (le invocate 48 ore per licenziare i dipendenti pubblici infedeli ne sono l'ultima testimonianza). Eppure Orsenigo - ritenuto da molti davvero una delle risorse migliori del Pd di oggi in riva al Lario - non è l'ultimo degli arrivati, catapultato per sbaglio dall'ultima delle sezioni di periferia al comando del Pd comasco: già ben prima del giorno della sua elezione a capo del partito era membro della precedente segreteria con la delega non secondaria agli Enti locali. Insomma, oltre a essere primo cittadino a Figino, si sta parlando di un dirigente di primo livello dei dem lariani.

gagliardi-casartelliNonostante questo, a rendere la paralisi del partito ancora più surreale c'è proprio lo slogan con cui Orsenigo lanciò la propria candidatura alla successione di Savina Marelli: #riattivare, con tanto di immancabile hashtag. Ebbene, finora l'unica cosa che pare riattivata rispetto alla precedente guida del Pd sul territorio - un territorio, ribadiamo, che tanto avrebbe bisogno di Politica per affrontare i molti nodi aperti - è la guerriglia tra le varie correnti interne che da settimane, incessantemente, si stanno "scuoiando" per avere uno strapuntino in più tra quelli che conteranno nella futura segreteria, una delega più o meno pesante da innalzare al cielo come fosse la cintura dei pesi massimi (qui alcune indiscrezioni circolate finora). Lotte di correnti, scannatoi in stanze chiuse, tatticismi esasperati per strappare un francobollo di potere in più (e in questo, diciamolo, anche le controparti interne di Orsenigo, dall'ex sfidante Riccardo Gagliardi all'ala Lariopolda, si stanno dimostrando affamati di sedute comode dopo averle disdegnate). Insomma, la politica per la politica. Con il territorio che viene dopo, con calma.

lucini-paratie-6ott15-1Sarà forse anche per questo (mezzo) vuoto di potere interno che poi nascono riunioni come quella di ieri: ristrette, riservate, silenziose, dove - sul tema paratie - si ritrova in forma semicarbonara il gotha del Pd (i due deputati, il consigliere regionale, il sindaco Mario Lucini e i due segretari, cittadino e provinciale) per capire cosa fare, come uscire dal cul de sac in cui sono finiti l'opera e l'amministrazione, che cosa chiedere al governo. Una riunione ristrett(issim)a come molte ne saranno avvenute prima, nel Pd, e come molte seguiranno esattamente come accade in ogni partito. Non si può sempre allargare tutto a tutti, questo è naturale. Ma di certo quella sorta di mini-direttorio convocato ieri senza troppa pubblicità su un tema così importante come le paratie non sembra troppo slegato dalla paralisi - causa estenuanti lotte interne - che attanaglia da prima di Natale i rinnovati vertici politici del Partito Democratico comasco.

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