Cronaca

Pd, Orsenigo: "Momento difficile. Inutile fingere, giusto interrogarsi anche su Lucini"

Da molte parti, nelle ultime ore, si è invocata una presa di posizione del Pd sulle vicende che stanno scuotendo il Comune di Como. Le 48 ore terribili di Palazzo Cernezzi, tra indagine della Corte dei Conti sulle paratie, mostra sfumata...

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Da molte parti, nelle ultime ore, si è invocata una presa di posizione del Pd sulle vicende che stanno scuotendo il Comune di Como. Le 48 ore terribili di Palazzo Cernezzi, tra indagine della Corte dei Conti sulle paratie, mostra sfumata definitivamente, bocciatura della vendita delle azioni Acsm, archiviazione del contestatissimo punto unico di cottura, potrebbero infatti aver segnato un prima e un dopo nell'amministrazione Lucini. In un momento così oggettivamente complicato, il segretario provinciale del Partito Democratico, Angelo Orsenigo, accetta di fare il punto e - cosa che non guasta mai - non si trincera dietro frasi di convenienza. Anzi.

acsm-tabelloneInevitabile partire dal caso aperto più fresco, la sconfitta del centrosinistra in aula sulla vendita delle azioni di Acsm Agam con ben 5 esponenti della maggioranza che hanno appoggiato il no. "E' stata una sconfitta, questo è evidente, ma ciò non significa che abbiamo cambiato idea sulla bontà dell'operazione proposta - afferma Orsenigo - Personalmente resto convinto che fosse strategica, corretta e caratterizzata da una visione che guardava al futuro di Acsm Agam. Senza l'ingresso in un gruppo più grande, resta il timore che la società comasca non abbia la forza di partecipare alle gare in arrivo dopo aver già perso quella del gas. Vista la concorrenza in campo e la tendenza ovunque verso processi di aggregazione tra aziende per il rafforzamento delle multitulity, il timore che la mancata operazione con A2A possa presentare il conto nei prossimi mesi è forte. Savina Marelli? Non è in discussione e ha operato al meglio su un'operazione che era ampiamente condivisa".

palazzo-cernezzi-2La sconfitta di giovedì notte, però, è soltanto l'ultimo tassello di un periodo nero per il centrosinistra a Como. E il segretario provinciale dem non fa nulla per nascondere il momento di forte difficoltà. "Serve certamente una riflessione interna che va aperta quanto prima - afferma - A questo punto siamo davanti a un problema triplo: innanzitutto quello dei consiglieri di maggioranza, e particolarmente degli eletti Pd, che hanno votato in palese difformità rispetto alla linea politica; per loro bisognerà capire come intendono operare da qui alle elezioni e se vi sia ancora la possibilità di costruire qualcosa assieme oppure no. Poi - aggiunge Orsenigo - c'è il problema amministrativo. Per usare una metafora, la barca a questo punto va portata in porto. Ciò significa che dobbiamo arrivare alla fine del mandato ma chiaramente lo dobbiamo fare uscendo da questo momento difficile e serrando le fila. In tempi brevi ci confronteremo con i nostri parlamentari (Chiara Braga e Mauro Guerra), con il consigliere regionale (Luca Gaffuri) e con tutti gli altri livelli del partito per capire come superare i problemi, dare risposte ai temi concreti tuttora aperti e concentrarci su alcuni punti essenziali da condividere assieme".

lucini-fascia-tricolore-2In una delle primissime interviste da neosegretario provinciale (questa), Orsenigo fu il primo - sebbene in toni soft - ad andare oltre a quello che per ampie fette del Pd e del centrosinistra in genere è finora rimasto un dogma o forse meglio "il dogma" assoluto: la ricandidatura di Mario Lucini a sindaco di Como. Orsenigo fece un passo in più, scartando l'automatismo a prescindere e legando esplicitamente il sostegno a un bis del primo cittadino al raggiungimento di alcuni risultati-chiave. A fronte delle enormi difficoltà attuali su paratie, Ticosa, mostra a Acsm, ora ribadisce quel concetto. In forma, però, ancora più esplicita.

"Sarebbe assurdo fare finta di nulla, fingere di non vedere i problemi che esistono - sottolinea con schiettezza Orsenigo - La cosa peggiore da fare in questa situazione sarebbe chiudere gli occhi e andare avanti come se nulla fosse. Non può essere così ed è naturale che in un ragionamento complessivo rientri anche il tema del candidato sindaco per le prossime elezioni. Noi, per la verità, stiamo ancora aspettando da Mario Lucini un segnale circa la disponibilità effettiva o meno alla sua ricandidatura. Nel frattempo, però, un'analisi approfondita ci viene chiesta dai fatti. E come dissi già qualche tempo fa, i risultati saranno sempre decisivi per ogni scelta. Dobbiamo chiederci: i risultati ottenuti finora dall'amministrazione e dunque anche dal sindaco sono in linea con quelli che ci attendevamo? Il fatto che Como non avrà una grande mostra a Villa Olmo dopo tanti anni coincide con le aspettative e i programmi del Pd? Gli altri obiettivi principali fissati a inizio mandato sono stati raggiunti? Io non escludo la possibilità di sostenere ancora Lucini ma la scelta deve essere condivisa, non imposta. E per questo serve il confronto aperto in modo che esca una posizione condivisa da tutti. Dobbiamo capire se esistono ancora le basi per instaurare un nuovo rapporto anche per i prossimi anni con il sindaco, che comunque pur non essendo un tesserato Pd ha certamente dimostrato grande attenzione alle nostre esigenze e proposte, così come noi abbiamo fatto con lui". Parole molto lucide, quelle di Angelo Orsenigo, anche se probabilmente le meno accomodanti rispetto al dogma-Lucini da 4 anni a questa parte.

Il finale, però, è un appello al Pd e forse non soltanto: "Mi appello davvero all'unità del partito. E' in questi momenti di difficoltà che serve trovare le forze per reagire e rispondere ai problemi con delle soluzioni efficaci e condivise. Confrontiamoci nel partito, mettiamo le proposte sul tavolo, confrontiamoci anche duramente ma proviamo a uscire assieme da questo momento. Magari - è l'unico inciso "pepato" finale - esprimendoci nelle sedi opportune e senza ricorrere di volta in volta alle sedi e ai mezzi più disparati, aggiungendo confusione a confusione".

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