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Pd, la notte dei lunghi coltelli ha un solo vincitore: Orsenigo. Fanetti salvo (a metà)

Purtroppo, nel momento in cui scriviamo e nonostante ripetuti tentativi, non siamo riusciti a contattare il segretario provinciale del Pd, Angelo Orsenigo, peraltro di solito alquanto disponibile. Questioni tecniche a parte, però, c'è un'assemblea...

Purtroppo, nel momento in cui scriviamo e nonostante ripetuti tentativi, non siamo riusciti a contattare il segretario provinciale del Pd, Angelo Orsenigo, peraltro di solito alquanto disponibile. Questioni tecniche a parte, però, c'è un'assemblea provinciale del Partito Democratico di cui dare conto visto quanto se ne è parlato anche qui nei giorni scorsi.

lucini-magniLa vigilia, d'altronde, aveva messo sul piatto pietanze piccantissime e quasi tutte legate allo tsunami politico e giudiziario che ha travolto Como e il Comune. Solo per citarne alcune in ordine sparso: un discreto filotto di insuccessi pratici (il caso Acsm Agam su tutti), l'annuncio della mancata ricandidatura di Mario Lucini a sindaco di Como, il caso del lungolago, la bufera giudiziaria su paratie e appalti pubblici che ha portato all'arresto di due dirigenti dell'amministrazione, la richiesta di dimissioni formalmente avanzata da alcuni spezzoni di partito verso il segretario cittadino Stefano Fanetti, il caso di Gioacchino Favara e della sua firma sulla mozione di sfiducia al sindaco presentata dalle opposizioni e altre ancora.

Gaffuri-Luca-6feb16Com'è andata? E' andata che fondamentalmente l'ala di comando del Pd, ancora una volta, si conferma ben difficilmente scalfibile dal fuoco amico coordinato dalla parlamentare Chiara Braga. Infatti, la riunione ha visto un unico vero vincitore - il segretario provinciale Angelo Orsenigo - un vincitore così così, che è il segretario cittadino Stefano Fanetti, un caso irrisolto (quello di Favara, sul quale pende la richiesta di espulsione ma che a oggi potrebbe non essere così scontata) e infine un plotone di minoranza interna che dopo mille baruffe sui media e molti assalti all'arma bianca ai totem Fanetti-Gaffuri-Lucini, di fatto porta a casa un risultato importante ma già acquisito ben prima di ieri sera (il no del sindaco al bis) e per il resto un sostanziale nulla di fatto sugli altri fronti, almeno in termini concreti.

stefano-fanetti-1A quanto si è potuto apprendere, infatti, l'unica generica enunciazione sul segretario cittadino da parte del segretario provinciale Angelo Orsenigo ha riguardato un "affiancamento" a Fanetti che sarà sempre più assiduo e costante da qui alle elezioni del 2017 da parte della segreteria provinciale su tutte le questioni chiave. Affermazione che certamente rileva uno scontento di fondo per la situazione attuale dell'organismo cittadino, ma che a conti fatti sposta poco più del nulla visto che già oggi sulle grandi scelte i due organismi si confrontano direttamente e hanno reciprocamente propri uomini all'interno.

Al di là di questo, però, come si diceva Orsenigo ha avuto la democristianissima capacità di tirare schiaffi e buffetti a tutte le correnti interne da tempo velenosamente schierate l'una contro l'altra, di fatto però riassumendo in sé i termini del conflitto e depotenziando i preordinati assalti delle due fazioni che si sarebbero potuti scatenare ieri sera. E se è vero che durante il dibattito le parole forti della corrente "braghiana" contro l'operato della segreteria cittadina non sono mancate (Tagliabue, Gagliardi, Braga stessa) pare che nessuno - a differenza di quanto fatto dal consigliere comunale Raffaele Grieco qualche giorno fa - abbia chiesto in maniera formale le dimissioni di Fanetti o l'esplicito commissariamento. Questo mentre al termine del discorso del segretario provinciale, tutto centrato sulla necessaria unità del Pd in vista dei mesi cruciali in arrivo, la condivisione convinta della sala è stata calorosa e pressoché unanime.

Dal canto suo, Fanetti, pur restando in silenzio mentre i proiettili verbali sibilavano nella stanza, a fine serata risultava ancora in sella, con qualche livido sparso, ma non depotenziato più di tanto (come dimostra anche un fumoso ordine del giorno preparato dalla minoranza per affrontare il caso Como che alla fine non è nemmeno stato votato). Questo esito, peraltro, trova almeno in parte una spiegazione nella figura stessa di Orsenigo, il quale, pur assolvendo in questi la propria missione in maniera piuttosto equilibrata ed equidistante rispetto alle correnti, discende pur sempre dalla corrente che fa capo a Luca Gaffuri e che dunque difficilmente si sarebbe potuto scagliare con violenza contro uno degli uomini di punta di quella parte (peraltro, senza avere nemmeno i poteri reali per farlo).

palazzo-cernezzi-2A conti fatti, se certamente nelle prossime settimane e nei prossimi mesi sarà facile che sui temi del capoluogo intervengano con maggiore frequenza Orsenigo e anche i deputati - Chiara Braga per prima - quanto e come questo si possa configurare come il commissariamento vero e proprio di Fanetti tacitamente auspicato dalla minoranza del Pd è tutto da provare sul campo. A cominciare, per esempio, dall'organizzazione delle primarie di coalizione.

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