Cronaca

Pd, Fanetti alla fronda interna: "Basta demolire o fuori dalle liste". Favara deferito ai garanti

No, non è stato un gioviale incontro prenatalizio quello andato in scena ieri sera nella sede di Como del Partito Democratico. Nessun clima di festa e temi pesanti come macigni, tra cui - si apprende - anche il deferimento alla Commissione di...

Renziani Pd, i nomi del raduno. E Fanetti lancia il "correntone"

No, non è stato un gioviale incontro prenatalizio quello andato in scena ieri sera nella sede di Como del Partito Democratico. Nessun clima di festa e temi pesanti come macigni, tra cui - si apprende - anche il deferimento alla Commissione di garanzia del consigliere comunale Gioacchino Favara, da tempo su posizioni fortemente critiche almeno su alcuni temi (più di tutti sul centro unico di cottura, ma anche sulla possibile vendita delle quote di Acsm Agam e i generale sull'operato del sindaco Mario Lucini e di alcuni assessori).

Nei limiti di quanto riferibile, il segretario cittadino del Pd, Stefano Fanetti, conferma la delicatezza della riunione. Di fatto, riassumibile con un chiaro ultimatum del dirigente al fronte interno più o meno costantemente ribelle e costituito dai consiglieri Raffaele Grieco, Guido Rovi e, appunto, Gioacchino Favara.

"I toni sono stati franchi, è vero - dice Fanetti - D'altronde le questioni sul tappeto erano molte e importanti. Ancora una volta, l'obiettivo era fare il punto sull'attività politica e istituzionale, ma certamente c'era anche l'esigenza di chiarire alcune questioni di fondo". Prima tra tutte, la "fronda" interna attiva soprattutto in consiglio comunale.

muro-berlino-ajani-lucini"Pur partendo dal presupposto che l'obiettivo mio e del Pd è sempre cercare di risolvere i problemi e di tenere uniti tutti, pur nel rispetto delle singole idee e opinioni sui vari temi, l'invito - specifica il segretario cittadino del Pd - è stato di prendere atto che in un gruppo ci si comporta secondo alcune regole di base, altrimenti si è liberi di andare altrove. Inutile negarlo, certi atteggiamenti da ora in avanti o cambiano oppure peseranno molto nella composizione della lista per le elezioni del 2017. D'altronde, il dissenso sugli argomenti, che siano le mense o altro, va documentato, argomentato e condiviso nelle sedi adeguate al confronto, che peraltro non sono mai state negate a nessuno. Altrimenti è l'anarchia, ma in un partito come il Pd, che pure ha la discussione nel suo Dna, non si può continuamente fare come si vuole, contestare tutto, cavalcare ad arte ogni protesta e ogni problema a vantaggio personale, per far poi finta che non sia accaduto nulla e dare per scontata la ricandidatura quando sarà il momento". Sentire Fanetti alzare il tono della voce - almeno in pubblico - è cosa rarissima, ma i concetti sono duri. E rincarati.

"Il fatto che esistano al nostro interno alcune figure impegnate a demolire qualsiasi cosa si faccia o il lavoro del sindaco non è accettabile oltre - prosegue - Per attaccare continuamente il primo cittadino e il Pd ci sono l'opposizione o il gruppo misto. Di sicuro, il conservatorismo su ogni scelta e su ogni decisione, e il no a qualsiasi proposta che comporti anche problemi ma che sia coraggiosa, diventano insostenibili e fanno soltanto il gioco della minoranza. Questo atteggiamento non può proseguire, non è l'atteggiamento maturo di chi appartiene a una forza di governo".

gioacchino-favaraInutile dire che, assieme a Rovi e Grieco, il nome che viene subito in mente è quello di Favara, come detto deferito (probabilmente dal capogruppo in consiglio Andrea Luppi, ma Fanetti non ha voluto specificare ndr) alla Commissione provinciale di garanzia del Pd per i suoi violentissimi attacchi sia al sindaco (qui cosa ha detto) sia sull'ultima vicenda del centro unico di cottura (qui il video).

"Non so cos'abbia in testa Favara - afferma Fanetti - Noi attendiamo nei primi mesi dell'anno la risposta da Lucini sulla sua volontà o meno di ricandidarsi, perché per noi il sindaco è l'uomo giusto per proseguire assieme il lavoro. A Favara non va bene? Si candidi in prima persona, allora. Ma continuare a definire i consiglieri del suo partito "servi di Lucini" o "sotto ricatto" è inaccettabile. E' un atteggiamento che fa male ai molti iscritti e amministratori che ogni giorno, silenziosamente, lavorano per il bene del partito e della città e che poi si vedono insultati o criticati in termini violenti in consiglio. Non ho proposto io il deferimento di Favara ai garanti, a dirla tutta non l'avrei nemmeno fatto. Ma capisco chi non ne può più di certe aggressioni verbali". doria-2Temi interni a parte, un ultima battuta è dedicata ai socialisti (ne abbiamo scritto qui) che hanno appena diffuso un documento che prefigura una futura "casa comune della sinistra" in vista del voto 2017. "Ho visto - conclude il segretario cittadino del Pd - Spero davvero che la cultura e la storia socialista possa trovare piena cittadinanza nel Pd, spero davvero che possano portare il loro riformismo all'interno del nostro partito con un percorso condiviso. Sono convinto che se si vogliono dare risposte sempre migliori e più profonde ai bisogni di Como, il Pd sia il luogo giusto. Auspico che si iscrivano".
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