Paratie, i primi progettisti: "Opera stravolta, il Comune attacca noi per distrarre dai suoi errori"

L'ultimo sabato di ottobre è squarciato - dopo un lungo silenzio - dalla lettera congiunta dei tre progettisti originari delle paratie, esautorati nel 2005 dal Comune e ora contrapposti all'amministrazione da un duro contenzioso. Ugo Majone...

Paratie, i primi progettisti all'Anticorruzione. Terragni: "Vicenda molto complessa"

L'ultimo sabato di ottobre è squarciato - dopo un lungo silenzio - dalla lettera congiunta dei tre progettisti originari delle paratie, esautorati nel 2005 dal Comune e ora contrapposti all'amministrazione da un duro contenzioso. Ugo Majone, Renato Conti e Carlo Terragni, per la prima volta da mesi e mesi, dicono la propria verità, anche in relazione all'indagine aperta dall'Anticorruzione sul cantiere da 32,9 milioni. Chiarissimo il concetto di fondo, con cui i professionisti rifiutano e respingono al mittente le accuse di errori e omissioni progettuali come origine del lunghissimo stallo dei lavori: il progetto originario è stato stravolto per volontà e tramite atti formali dal Comune, che dunque si deve assumere - dal loro punto di vista - la responsabilità del calvario sul lungolago. Di seguito, la lettera integrale di Majone, Conti e Terragni.

lucini-paratie-6ott15-1La risposta del Comune di Como ai rilievi di ANAC sulla Perizia di variante n. 3 al progetto delle “paratie”, resa nota dal Sindaco nella conferenza stampa del 6 ottobre scorso, evidenzia ancora una volta il tentativo del Comune di spostare l’attenzione mediatica su presunte “omissioni progettuali” a carico dei progettisti originari dell’opera.

Come è noto, da parte di ANAC è in corso un procedimento volto a verificare la sussistenza dei presupposti di ammissibilità della terza perizia di variante elaborata dall’Amministrazione appaltante a 10 anni dall’appalto dei lavori. I progettisti originari dell'opera, il cui progetto esecutivo risale al marzo 1998, evidenziano che dopo la gara d’appalto avvenuta nell’estate 2005 e durante il corso dei lavori, l'Amministrazione Comunale ha modificato il progetto esecutivo con varianti sostanziali concordate dal Direttore Lavori e con l’Impresa appaltatrice, adottate senza che il RUP abbia “sentito” preliminarmente i progettisti delle opere come richiesto per legge, stravolgendo di fatto l'opera così come inizialmente progettata.

A solo titolo esemplificativo si ricorda la penosa vicenda del famoso “muro” (estate 2009), che ha suscitato l’indignazione della città con successiva demolizione. Le scelte operate dall'Amministrazione Comunale nel corso degli anni, non condivise dai progettisti, sono state oggetto di puntuali critiche formulate da ANAC nella propria Comunicazione risultanze istruttorie che ha evidenziato numerose azioni contrarie alla legislazione vigente da parte dei funzionari comunali. Il Comune di Como è stato recentemente condannato al pagamento dei danni a favore dei progettisti per aver rescisso l'incarico di Direzione Lavori nel febbraio 2005.

E’ del tutto evidente come l'azione di rivalsa che il Comune di Como minaccia nei confronti dei progettisti sia priva di qualsiasi fondamento e denoti, ancora una volta, come l’Amministrazione Comunale stia cercando di distrarre l'opinione pubblica dai propri errori, commessi nel corso degli ultimi 10 anni, causando enormi disagi a tutta la città di Como oltre a danni ingenti dovuti alla perdurante presenza del relativo cantiere. Siamo pertanto fiduciosi che anche sul tema delle presunte “omissioni progettuali” si giunga presto alla corretta ricostruzione dei fatti e delle responsabilità.

Prof. Ing. Ugo Majone

Arch. Renato Conti

Ing. Carlo Terragni

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