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Paratie, i primi progettisti all'Anticorruzione. Terragni: "Vicenda molto complessa"

Paratie, i primi progettisti all'Anticorruzione. Terragni: "Vicenda molto complessa"

Paratie, i primi progettisti all'Anticorruzione. Terragni: "Vicenda molto complessa"

I progettisti comaschi che realizzarono il progetto originario delle paratie, l'ingegnere Carlo Terragni  e l'architetto Renato Conti, sono stati ascoltati questa mattina a Roma nella sede dell'Autorità Anticorruzione. Il terzo professionista che...

I progettisti comaschi che realizzarono il progetto originario delle paratie, l'ingegnere Carlo Terragni e l'architetto Renato Conti, sono stati ascoltati questa mattina a Roma nella sede dell'Autorità Anticorruzione. Il terzo professionista che di fatto diede vita al progetto poi andato materialmente in appalto, Ugo Majone, anch'egli convocato, aveva già spedito una lettera all'Autorità ribadendo che le indagini geologiche preliminari ai lavori (quelle che, teoricamente, non avrebbero segnalato il rischio di cedimenti per gli edifici che hanno poi fatto lievitare i costi alle stelle) non vennero eseguite da lui.

Tornando al confronto di oggi, si tratta dell'ennesimo tassello dell'istruttoria aperta sui lavori e in particolare sull'esplosione dei costi passati dai 15 milioni dell'appalto ai 33 attuali, attraverso ben 3 perizie di variante (l'ultima, specialmente, è quella sotto la lente d'ingrandimento dell'Anac).

Poche le dichiarazioni rilasciate dall'ingegnere Terragni alla fine della giornata. "Il confronto non è durato particolarmente a lungo - ha detto - e si è svolto in un clima tranquillo. Certo, la vicenda è complicatissima ed è stato difficile riassumere tutto ma crediamo di aver risposto a tutte le questioni. Tornare ancora a Roma? No, non credo proprio. Presenterò però un'ulteriore memoria per chiarire un particolare punto giuridico rimasto in sospeso". Già in serata Conti e Terragni hanno preso il treno per tornare a Como. A questo punto la fase istruttoria portata avanti dall'Autorità dovrebbe essere sostanzialmente alla fine, anche perché non sono previsti ulteriori confronti nemmeno con i dirigenti comunali Antonio Ferro (responsabile del procedimento) e Pietro Gilardoni (direttore dei lavori). Entro la prima metà di giugno, dunque, l'Anac dovrebbe chiudere il fascicolo e notificare gli eventuali addebiti al Comune di Como. Soltanto allora si potrà avere qualche certezza in più sulla ripresa o meno dei lavori, che proprio alla vigilia dell'indagine erano pressoché pronti a partire.
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