Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Paratie, giallo sull'uomo del premier. L'ombra della telecinesi sulle cartoline della Provincia

Affiora un mistero clamoroso dietro l'iniziativa delle cartoline per il premier Matteo Renzi condotta con spirito gagliardo dal quotidiano "la Provincia" nelle scorse settimane, prima di inabissarsi nel silenzio. Il giallo è emerso con prepotenza...

Affiora un mistero clamoroso dietro l'iniziativa delle cartoline per il premier Matteo Renzi condotta con spirito gagliardo dal quotidiano "la Provincia" nelle scorse settimane, prima di inabissarsi nel silenzio. Il giallo è emerso con prepotenza questa mattina all'alba, quando le prime copie dell'edizione datata effettivamente 16 giugno 2016 hanno preso a circolare tra i cittadini e nei bar del territorio, tra caffè e primi bianchini corretti cazzuola.

Al centro di tutto è il titolo a caratteri cubitali che sovrasta la prima pagina del giornale: "Paratie, la svolta cartoline. Arriva l'uomo di Renzi". A dispetto di qualche fuorviante malinteso iniziale, ove l'arrivo "dell'uomo di Renzi" è stato talora grottescamente confuso con inesistenti liason sentimentali, qualche smarrimento vero e proprio è stato destato dalla prima parte dell'acrobatico titolo. Nel dettaglio, quella - scritta realmente come siamo in grado di riportare, nonostante qualche scettica resistenza - recante il seguente slogan: "Paratie, la svolta cartoline". Un vero e proprio giallo, questa costruzione grammaticale e lessicale, poiché secondo i soliti beninformati - sulla cui capacità di rimanere sempre i soliti e di essere costantemente beninformati un giorno si dovrà comunque fare piena luce - si diceva, i soliti beninformati riferivano da più parti uno sconcertante dettaglio. E cioè la possibile presenza di presunti poteri telecinetici e telepatici delle ormai celebri cartoline, sebbene il condizionale, che peraltro in questa frase non c'è, rimanga d'obbligo.

palazzo-chigiLa rivelazione - nel momento in cui scriviamo ancora tutta da provare, come sarà probabilmente anche dopo che avremo finito di scrivere - sarebbe legata a un fatto specifico. Ossia, riferiscono fonti interne alle cantine de "la Provincia", la presenza tuttora in misteriosi anfratti di via Pasquale Paoli dei sacchi contenenti le svariate migliaia di cartoline diffuse e firmate dai comaschi nelle scorse settimane ad ogni angolo del territorio.

Matteo Renzi a Como (fotogallery by Fabrizio Comerio)Se così fosse, in effetti, cioè se le cartoline finora non avessero mai lasciato Como con destinazione "Roma-Palazzo Chigi-citofonare Matteo" come da missione originaria, questo darebbe effettivamente corpo all'ipotesi dei poteri telecinetici e telepatici dei simpatici rettangoli di carta. Roba talmente potente e abile nel manipolare le menti romane da far venire la montagna da Maometto persino senza l'imposizioni delle mani a mo' di Mago Oronzo o l'apposizione di più calzanti francobolli. Non si spiegherebbe altrimenti, infatti, il già celebre titolo "Paratie, la svolta cartoline. Arriva l'uomo di Renzi" (uomo di Renzi che, fuori da inesistenti legami di cuore, per la cronaca è il direttore di Italia Sicura, Mauro Grassi, che il 23 giugno a Milano incontrerà Regione, Comune e Autorità di Bacino per tentare di sbloccare il cantiere del lungolago, ndr).

Senza il recapito materiale nella Capitale, insomma, le due frasi che oggi occupano gran parte della prima pagina del giornale si potrebbero spiegare unicamente come il segno dei superpoteri ormai assunti dalle cartoline, generate non create della stessa sostanza del direttore, e ora capaci di trasportare via telecinesi Mauro Grassi sotto la Madunina dopo averne sedotto il pensiero in forma telepatica e senza aver tuttora mosso un passo fuori dai bastioni comaschi.

mauro-grassiVa precisato, però, che l'indagine sulla vita propria delle cartoline è ancora ai primi passi e ci vorrà tempo prima di poter affermare con certezza che esse da sole, come semidivinità ormai senzienti, abbiano risolto definitivamente il dramma paratie. Per ora, qui possiamo limitarci soltanto a prendere atto che l'Autorità Nazionale Anticorruzione, la Procura della Repubblica di Como, la Corte dei Conti della Lombardia, schiere di politici più o meno maldestri e persino un pizzico di buonsenso dopo 3 anni e mezzo di stop totale ai lavori (e da ben prima delle cartoline anche se certamente assieme alle cartoline, poiché negarlo sarebbe pretenzioso tanto quanto il tentativo in corso di auto-intestarsi ogni merito) tentano di trovare il bandolo della matassa da mesi, se non anni. Come dimostra pure l'intervista all'uomo di Renzi che - pur facendo leva soltanto sul banalissimo superpotere di un telefono - da queste parti apparve già il 19 maggio scorso, quando le postcards viventi emettevano i primissimi vagiti eppure qualcuno - incredibilmente - a Palazzo Chigi già pensava che il cantiere infinito andasse riattivato. Concetto volgarissimo, è vero, ma che fino a quando le indagini di laboratorio sui corpi delle cartoline non diranno con certezza se c'è vita o no oltre via Pasquale Paoli, resta l'unica realtà terrena a cui aggrapparsi.

Post scriptum: per sgomberare il campo da ogni possibile dubbio, questo articolo rientra nella (futura) categoria genericamente indicabile come "Palazzo di vetro", nome con cui il sottoscritto ha curato per anni sul "Corriere di Como" una rubrica ironico-satirica al cui spirito ci si è rifatti oggi.

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