Paratie e piazze, l'ex senatore Forni: "Lucini? Non serve un sindaco per piantare ciliegi"

Come ogni mattina, anche oggi attorno alle 11.30 l'ex assessore comunale, deputato e senatore Dc Luciano Forni, 81 anni e una dialettica tanto amabile quanto letale, è passato da piazza San Fedele. Già tra i fondatori della Margherita che poi...

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Come ogni mattina, anche oggi attorno alle 11.30 l'ex assessore comunale, deputato e senatore Dc Luciano Forni, 81 anni e una dialettica tanto amabile quanto letale, è passato da piazza San Fedele. Già tra i fondatori della Margherita che poi diede vita con i Ds all'attuale Partito Democratico, con i dem i rapporti sono tesi da quando faide interne al partito gli negarono l'attribuzione dell'Abbondino d'Oro due anni fa (tanto che le benemerenze comunali quell'anno furono soltanto due e non le classiche tre). In quest'occasione però, a dispetto della riservatezza in cui da tempo ha immerso la propria vita pubblica, c'era un gossip politico attualissimo da verificare: l'esistenza o meno di una lettera vergata di proprio pugno e inviata ai massimi vertici del Pd lariano per suggerire come via d'uscita dal pantano-paratie le dimissioni del sindaco Mario Lucini. Ovviamente - non si è democristiani per una vita intera senza un perché - la risposta esatta non è arrivata tra fumisterie verbali, sorrisi, metafore criptiche. Il suo pensiero in proposito però - che la misteriosa missiva esista o no - è stato espresso senza particolari tatticismi. Ed stato è più simile a una sentenza che a una riflessione.

paratie-19feb16-4"La verità - ha detto - è che le dimissioni del sindaco Lucini sono ormai l'unica strada. Ho letto i documenti Anac e le risposte. Mi sono fatto l'idea, con una certa esperienza alle spalle, che sia l'unica via d'uscita. Ci ha provato, non è riuscito. Il commissariamento da parte del governo mi pare l'unica via. Un commissario non avrebbe più legami con il passato, potrebbe affrontare la questione con le mani libere e soprattutto potrebbe liberamente prendere contatto con tutte le autorità necessarie (dall'Anac alla Procura, ndr) per poter capire realmente quale sia la strada giusta per arrivare alla conclusione del lavoro. Tutte cose che oggi Lucini non può fare".

sopralluogo-paratie-7giu15-5In realtà, ancora recentemente - e accadrà probabilmente anche nel prossimo futuro - il sindaco ha nuovamente consultato il presidente dell'Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone, proprio per un informale confronto sulla nuova strada intrapresa dal Comune (stralcio dalla terza perizia di variante di ulteriori opere oltre a quelle relative all'arredo del lungolago per affidare questo pacchetto a un nuovo soggetto tramite gara separata; prosecuzione con Sacaim per il completamento delle opere strutturali ndr). "Ma il sindaco si illude se pensa che Anac gli dia retta - puntualizza l'ex senatore comasco - Piuttosto, visto che adesso se ne sono andati pure i dirigenti facendosi apparire incredibilmente come le vittime della vicenda, sarebbe ora che tramite i fondi a disposizione proprio per situazioni come queste il governo nominasse i tecnici adatti per seguire un progetto e un iter diventati così complessi".

Il ragionamento sulle paratie non è l'unico sul quale - davvero eccezionalmente - Forni si permette un'incursione sull'attualità politico-amministrativa della città. Il lungolago, infatti, richiama alla discussione anche un altro tema di grande dibattito in città: i rifacimenti delle piazze del centro. "Questa giunta non ha fatto quello che doveva fare, a partire dal cantiere delle paratie, e ha fatto tutto quello che non doveva fare, per esempio rifare piazza Volta che era una delle piazze più a posto di Como. Ecco perché dicevo che il sindaco si sarebbe dovuto dimettere: non serve un sindaco per piantare ciliegi".

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