Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Paratie, cantiere ostaggio di Roma. Caradonna ce lo anticipò e aveva ragione

Paratie e lungolago sono ostaggio di Roma. E nessuno, in Comune a Como, sa esattamente quando saranno rilasciati. Il nodo riguarda il vaglio obbligatorio a cui è sottoposto il mastodontico progetto, soprattutto sotto l'aspetto...

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Paratie e lungolago sono ostaggio di Roma. E nessuno, in Comune a Como, sa esattamente quando saranno rilasciati.

Il nodo riguarda il vaglio obbligatorio a cui è sottoposto il mastodontico progetto, soprattutto sotto l'aspetto economico-finanziario più che tecnico, da parte dell'Autorità Nazionale Anticorruzione. Un passaggio obbligatorio per legge, al quale Palazzo Cernezzi ha già adempiuto non appena chiusa la terza perizia di variante, ma che ora è affidato integralmente nelle mani degli uffici romani. Uffici che, come è facile immaginare, sono letteralmente sommersi da pratiche della stessa natura - essenzialmente perizie di variante, con annessi aumenti di costo su cantieri pubblici - tutt'altro che semplici da analizzare e approvare (o stoppare). La conseguenza diretta qual è? Semplice: senza farla troppo lunga, in Comune nessuna in questo momento si sente di avviare qualsivoglia lavoro sul lungolago senza il nullaosta dell'Autorità Anticorruzione. Il motivo è piuttosto banale: far ripartire il cantiere con il dubbio che poi da Roma venissero riscontrate irregolarità o punti non chiari sulla perizia economica sarebbe un azzardo incredibile. E questo perché - in caso di problemi - metterebbe automaticamente il coltello nelle mani di Sacaim nel momento in cui si dovessero affrontare conteziosi legali (anche se sulla correttezza della perizia sia Comune che Regione si dicono molto tranquilli).

Per tutti questi motivi, ancora una volta, pare destinato a un rinvio a data da destinarsi l'ormai mitologico consiglio comunale speciale dedicato al tema delle paratie. Atteso da ottobre, invocato a più riprese dalla minoranza, il consiglio speciale è già stato rinviato almeno in 3 occasioni. E ora, con questa nuova spada di Damocle sulla testa, il sindaco Mario Lucini e il presidente del consiglio comunale, Stefano Legnani, sembrano intenzionati a rinviare ulteriormente la seduta speciale.

A conti fatti, ancora una volta la ripresa dei lavori per le paratie - che pareva dietro l'angolo - sembra allontanarsi o come minimo essere congelata. Se non altro perché risulta difficilissimo fare previsioni attendibili su quando l'Autorità romana darà un responso.

A conclusione della vicenda, una piccola rivelazione con tanto di mea culpa di chi scrive. Verso metà dicembre, l'ex assessore ai Lavori pubblici e "papà" delle paratie, Fulvio Caradonna, durante un rapido incontro, ci segnalò personalmente l'ipotesi che il via libera dall'Autorità Anticorruzione potesse rivelarsi un intoppo non secondario verso la ripresa del cantiere, spiegando che prima dell'arrivo sul Lario del parere definitivo, sul lungolago non si sarebbe potuta muovere una foglia. Qualche breve e a questo punto inaccurata verifica in merito ci portò a liquidatorie risposte da parte dell'amministrazione, poiché era diffusa convinzione politica che per far ripartire i lavori sarebbe bastato anche soltanto l'invio della documentazione, senza dover bloccare completamente ogni altro iter in attesa del responso (ritenuto non vincolante).

La cronaca di queste ore sembra dare palesemente ragione a Caradonna.
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