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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca

Angeli della morte, mix mortali di farmaci ai pazienti: sequestrati oltre 3 milioni di euro a medico e infermiera

Lo chiamavano "protocollo Cazzaniga"

Medico e infermiera che per anni, dal 2010 al 2014, all'ospedale di Saronno hanno provocato intenzionalmente la morte di alcuni pazienti tramite infusioni e punture di mix letali di farmaci. Agli amanti killer, dipendenti pubblici della struttura sanitaria, è stato contestato un danno erariale di 3.153.872,28 euro. Per la precisione la Corte dei conti ha quantificato 900mila euro a carico dell'infermiera e oltre 2 milioni nei confronti del medico. Il danno erariale cagionato ha danneggiato l'Asst Valle Olona in due modi: da un lato il danno indiretto, per i risarcimenti che l’ospedale ha dovuto pagare agli eredi dei pazienti deceduti, dall’altro l’ulteriore danno d'immagine, derivato dal discredito gettato sulla funzionalità e la capacità assistenziale della struttura.

Le indagini e gli approfondimenti sono stati svolti dai finanzieri del Nucleo di Polizia economico finanziaria di Como. 

Gli amanti killer

Il medico Leonardo Cazzaniga e la sua amante infermiera Laura Taroni sono i protagonisti di questa terribile vicenda di cronaca. Sei le vittime accertate dagli inquirenti in ospedale, erano malati terminali uccisi dal dottore con dosi letali di farmaci, con quello che viene definito il "protocollo Cazzaniga". 

La loro morte è avvenuta con la somministrazione di dosi letali di farmaci, un mix di clorpromazina, midazolam, morfina, propofol e promazina per via endovenosa, "in sovradosaggio e in rapida successione tra di loro", il 18 febbraio e il 30 aprile 2012, e il 5 febbraio e il 9 aprile 2013. "Il medico - hanno spiegato gli inquirenti - usava riferirsi a un proprio 'protocollo' per il trattamento dei malati terminali". 

L'infermiera Taroni è stata invece condannata a 30 anni per la morte del marito e della madre, uccisi "somministrandogli per un lungo periodo farmaci assolutamente incongrui rispetto alle sue reali condizioni di salute, debilitandolo sino a condurlo alla morte". 

Cazzaniga, condannato all'ergastolo, ha sempre dichiarato che i farmaci che somministrava servivano ad alleviare le sofferenze dei pazienti.

A giugno 2023 è arrivata anche la richiesta di una condanna per la morte di Domenico Brasca, 82enne di Rovello Porro, ma dal momento in cui l'ex medico era già all'ergastolo per altri delitti è stata chiesta la responsabilità penale. 


 

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