Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Il negozio della droga nei boschi della Lombardia: l'indagine che ha portato a 32 arresti

Inchiesta della Direzione distrettuale antimafia

Il regno della droga, in Lombardia sono i boschi. Luoghi dove è facile nascondersi e sono regolati, questo è emerso dopo l'indagine, da vere e proprie leggi interne, piani marketing di comunicazione con i clienti, armi e cani da guardia. 

Ventisei i soggetti in carcere tra Milano, Como, Pavia, Varese, Cremona, Parma, Verbania e Novara- di cui 9 già ristretti - e sei i cittadini ora agli arresti domiciliari: tutti dovranno rispondere a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti di cocaina, eroina, hashish e marijuana, nonché resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione di auto ed armi ed evasione. L'operazione è partita alle prime luci dell'alba quando i carabinieri di Monza e Milano, supportati da quelli dei territori provinciali coinvolti hanno dato il via all'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P di Milano e coordinata dalla dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

L'indagine: donna accerchiata e palpeggiata nel bosco della droga

L'indagine era in corso dal 2016 quando una donna denunciò a Lainate di essere stata bloccata, accerchiata e palpeggiata in un'area boschiva da uomini armati di pistole che avevano anche dei cani. Con quella denuncia i carabinieri di Lainate risalirono a tre gruppi di spacciatori nei boschi, fino ad arrivare alla maxi- operazione di questa mattina che ha portato ai 32 arresti. Gli indagati sono stati accompagnati nell'Istituto penitenziario più vicino: 8 di loro erano già in galera, uno proprio al Bassone. 

Cani da guardia, armi e "pubblicità" per i clienti

Un vero e proprio fortino tra i boschi con "soldati" armati di pistole, fucili, un'ascia e le vedette che si assicuravano che nessuno si avvicinasse. E per dare impulso agli affari i pusher si premuravano anche si sponsorizzare la propria attività, inviando messaggi ai clienti affezionati. "Latte (cocaina) e caffè (eroina) buoni. Dalle 10 alle 20". Un negozio di droga che non si fermava quasi mai, nascosto tra i rami e i cespugli delle aree verdi dove ogni giorno - secondo quanto ricostruito dagli inquirenti - erano almeno 250 i clienti che arrivavano qui per cercare una dose.

Hashish, cocaina ed eroina smerciate sulle piazze di spaccio della zona da tre distinti gruppi di pusher che controllavano le aree e che spesso si scontravano anche tra loro per l'egemonia dei territori. E proprio uno dei clienti - come riportato nelle carte dell'inchiesta - ha raccontato di essersi trovato in un'occasione nel bel mezzo di una sparatoria tra i boschi tra spacciatori rivali. Tutti i 60 indagati sono di origine magrebina. 

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