Cronaca

Non viaggiare con il figlio in braccio e occhio ai ragazzi in bici: i progetti "TrasportAci" e Icaro

Finalmente (forse) saranno i vostri figli a dirvi che in auto non possono viaggiare in braccio alla mamma o senza cinture di sicurezza e che per usare le biciclette serve estrema attenzione. Questo, almeno, è il duplice obiettivo delle due...

Non viaggiare con il figlio in braccio e occhio ai ragazzi in bici: i progetti "TrasportAci" e Icaro

Finalmente (forse) saranno i vostri figli a dirvi che in auto non possono viaggiare in braccio alla mamma o senza cinture di sicurezza e che per usare le biciclette serve estrema attenzione. Questo, almeno, è il duplice obiettivo delle due iniziative presentate questa mattina in Prefettura, in collaborazione con Polstrada, Aci Como e Rotary Club Como Baradello, in tema di sicurezza stradale.

Il presidente dell'Aci e membro del Rotary Club Como Baradello, Enrico Gelpi, ha introdotto la campagna di sensibilizzazione chiamata "TrasportAci" rivolta proprio ai bambini, in particolare delle classi prima e seconda delle primarie. In pratica, nella struttura comasca Driver di via Pasquale Paoli, a Como, verranno svolti mini-corsi didattici articolati su una parte teorica e una parte pratica per educare al rispetto delle regole essenziali per viaggiare in totale sicurezza.

"Il progetto nasce da uno studio condotto qualche tempo fa con l'Aci in ambito europeo che dava conto che l'86% degli intervistati non sapeva con precisione come vanno trasportati i bambini in automobile - ha affermato Gelpi - Abbiamo scelto di puntare proprio sulla formazione dei bambini anche perché sono estremamente ricettivi e trasmettono i messaggi ai genitori". In pratica, tutti i mercoledì, nella struttura "Drive", nell'arco di 3 ore, sarà svolta una parte teorica sulla sicurezza stradale con l'ausilio di slide e cartoni animati su tutti i comportamenti a rischio in tema di circolazione stradale e per dare le informazioni su come comportarsi in sicurezza, a cominciare proprio dagli attraversamenti pedonali. "L'attenzione si poserà anche sull'utilizzo della bicicletta - ha aggiunto Gelpi - perché i bambini che la usano si immettono nella circolazione stradale ed è giusto che abbiano un inquadramento per potersi muovere in sicurezza". Infine, con le macchinine elettrice del Drive si potrà simulare un percorso cittadino. Le auto sono "parlanti" e tramite sensori i bambini vivranno l'esperienza formativa in un contesto ludico".

Il secondo progetto, di nome "Icaro", giunto alla quindicesima edizione, quest'anno si rivolge nello specifico alla sicurezza dei ciclisti. L'iniziativa, promossa dalla Polstrada vede la collaborazione di: Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Dipartimento di Psicologia "La Sapienza" Università di Roma, la Fondazione ANIA per la sicurezza stradale, il MO.I.GE. (Movimento Italiano Genitori), la Federazione Ciclistica Italiana, il Gruppo ASTM-SIAS e il contributo di Avio e Avio Aero oltre a quello di aziende del settore ciclistico. In provincia di Como, saranno coinvolti gli studenti di alcune scuole primarie e delle secondarie di primo e secondo grado. Gli incontri negli istituti, della durata di 2 ore circa e arricchiti con slide, tutorial e interviste a personaggi famosi, daranno tutte le indicazioni per circolare in sicurezza con le due ruote in città e non soltanto. Infine, per gli studenti è previsto un test di valutazione che sarà oggetto di esame da parte di psicologi dell'Università "La Sapienza" di Roma.

"Due progetti autonomi ma coordinati - ha sottolineato il prefetto, Bruno Corda - rivolti ai giovani e ai giovanissimi. Il nostro territorio è caratterizzato da casistitche di gravi incidenti determinati spesso dal cattivo comportamento e disattenzione. Molti incidenti comportano conseguenze molto gravi e questo deve portarci a una iniziativa forte per ridurre il problema. Da un lato bisogna migliorare la viabilità, poi c'è l'aspetto del controllo delle situazioni sul territorio per educare e quando necessario sanzionare. Il terzo elemento, non meno importante, è di carattere culturale ed è quella che un tempo era l'educazione civica". Il prefetto, allargando il tema, ha affrontato anche i nodi dell'incidenza di droghe e alcol sugli incidenti stradali: "Purtroppo soprattutto per quanto riguarda il consumo delle sostanze stupefacenti e ancor più dell'alcol, dai nostri dati emerge un quadro poco confortante: non sono soltanto le giovani generazioni a bere prima di mettersi alla guida, perché chi si è abituato a farlo da giovane poi lo fa per tutta la vita. Questo è un problema importante, su cui servirà molto impegno da parte di tutti".

E'intervenuto anche il dirigente scolastico, Claudio Merletti: "Esiste un problema generale di protezione della salute dei nostri ragazzi. Dieci anni fa avevamo a Varese il triste primato della mortalità per incidenti stradali. Sotto la regia del prefetto sarebbe utile anche per gli studenti delle secondarie promuovere iniziative di approfondimento e magari portare anche i giovani a vedere concretamente le conseguenze degli incidenti".

Donatello Ghezzo, comandante della polizia locale di Como. "Nell'ambito della nostra attività, la sicurezza stradale è tra i compiti principali. L'educazione alla legalità deve partire dai più piccoli, che sono i futuri automobilisti. Il nostro fine ultimo è quello di avere una cittadinanza che rispetta le norme perché tiene alla propria sicurezza e non perché tema di essere sanzionato".
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