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"Niente grande mostra? I soldi altrove". Rovi serve a Cavadini il piatto freddo della vendetta

Alla fine la sfiducia o, peggio ancora, la revoca della delega che pure lo stesso Partito Democratico aveva esplicitamente chiesto al primo cittadino, non sono arrivate. Ma la vendetta, anche in politica - o forse soprattutto in politica - è un...

Alla fine la sfiducia o, peggio ancora, la revoca della delega che pure lo stesso Partito Democratico aveva esplicitamente chiesto al primo cittadino, non sono arrivate. Ma la vendetta, anche in politica - o forse soprattutto in politica - è un piatto che va servito freddo. E ieri la maggioranza di centrosinistra, per di più appoggiata da una larga fetta dell'opposizione, ha appoggiato sullo scranno consiliare dell'assessore alla Cultura, Luigi Cavadini, una pietanza ibernata più che banalmente freschina. La "colpa" dell'esponente della giunta Lucini è sempre quella: aver affossato per la prima volta dopo una decade piena la tradizionale "grande mostra" a Villa Olmo, che quest'anno infatti non si farà. Un insuccesso che, complici anche i lavori che interesseranno la sede espositiva da luglio, ha sollevato una marea di critiche ed è certamente uno dei tonfi politici più rumorosi della giunta. Ma se da un lato Cavadini - difeso strenuamente dal sindaco Mario Lucini - è rimasto in sella con disdoro soprattutto del Pd che ne chiedeva la testa, qualcuno ha comunque pensato a una sorta di "punizione postuma". E a questo punto bisogna fare un passo indietro.

rovi-nov15Cioè tornare alla discussione in consiglio comunale sul Documento unico di programmazione, architrave del Bilancio preventivo in discussione proprio in questi giorni in consiglio comunale. Anche in quell'occasione il tema del flop mostra emerse nel dibattito ma, nel rispondere ad alcune domande dei consiglieri comunali, Cavadini si lasciò comunque andare a un certo ottimismo per un grande evento da qui alla fine dell'anno: "Il 2016 non è ancora finito, non è detto che una mostra non arrivi prima della fine".

Di sicuro, però, da ieri sera la strada è un po' più in salita perché proprio da un consigliere comunale del Pd, Guido Rovi, è stato "cucinato" il piattino gelido e indigesto servito ieri all'assessore (che pure, avvisato prima, pare abbia fatto buon viso a cattivo gioco). Rovi, infatti, ha presentato un ordine del giorno al Bilancio che "impegna l'assessore alla Cultura, qualora fosse chiara l'impossibilità di realizzare la cosiddetta "grande mostra" (notare il "cosiddetta", ndr) secondo le caratteristiche degli anni precedenti, a destinare la cifra messa a bilancio nel preventivo 2016 per la valorizzazione dell'attività espositiva e museale, e del patrimonio permanente dei musei civici di Como in base ai criteri del programma di mandato e ai progetti dei conservatori". Insomma: niente evento, niente soldi. E su quale area spenderli, lo decide il consiglio non l'assessore.

villa-olmo-3mar15-1Ma non basta, perché durante la sua breve introduzione dell'odg a microfono, Rovi si è pure tolto lo sfizio di ricordare l'ottimismo professato qualche settimana prima da Cavadini su una possibile grande mostra nel secondo semestre del 2016, salvo poi affermare esplicitamente di credere poco o per nulla a questa ipotesi (slancio, questo, che non gli ha evitato una rampogna privata da parte del sindaco Lucini, il quale, pur dando parere positivo al documento di Rovi, non ha gradito troppo la mossa in assoluto e ha giudicato inelegante la professione di sfiducia del consigliere Pd, ndr).

Alla fine, comunque, l'ordine del giorno è passato 22 voti favorevoli e tre astensioni. E i circa 57mila euro teoricamente destinati alla mostra ora sono a un passo dallo spiccare il volo verso altre destinazioni. Sempre sotto la grande voce "cultura", certo, ma seguendo un indirizzo secco del consiglio e tenendo conto di un "senso politico" che aleggia sulla presa di posizione che non può sfuggire.
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