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foto da Instagram Silvia Provvedi e Malefix

foto da Instagram Silvia Provvedi e Malefix

'Ndrangheta maxi- retata: preso il fidanzato di Silvia Provvedi, arrestato alto esponente anche a Como

Si tratta di persone ai vertici delle più potenti famiglie dell'organizzazione criminale,i De Stefano-Tegano e Libri, più i quadri alti del clan Molinetti

Una maxi retata, che ha visto l'arresto di 21 persone, tra Reggio Calabria, Como, Milano, Napoli, Pesaro, Urbino e Roma. Un'operazione di investigazione complessa, che ha permesso la cattura di persone ai vertici delle famiglie De Stefano-Tegano e Libri, più i quadri alti del clan Molinetti. 

Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsioni, detenzione e porto illegale di armi, aggravati dal metodo e dalla agevolazione mafiosa. Le ordinanze di custodia cautelare sono state notificate nella notte tra il 23 e il 24 giugno. Nel Comasco è stato messo in custodia cautelare Edoardo Mangiola, 40enne di Montano Lucino.

Tra gli arrestati compare anche il nome di Giorgio De Stefano, compagno di Silvia Provvedi, del duo "Le Donatella", ex di Fabrizio Corona che è appena diventata mamma di una bambina, Nicole. La stessa operazione è stata denominata Malefix dal nomignolo con cui la stessa Silvia Provvedi chiamava il compagno.

Come spiega l'agenzia Adnkronos, secondo l'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria i De Stefano avrebbero riscosso alcune migliaia di euro da un noto imprenditore reggino, senza tener conto degli accordi in base ai quali i proventi dovevano essere divisi tra le 'ndrine di riferimento sul territorio. Una operazione che aveva fatto emergere i conflitti all'interno dei due clan attirando l'attenzione degli investigatori. L’indagine è stata condotta dalla procura antimafia di Reggio Calabria, diretta da Giovanni Bombardieri.

Chi è Giorgio De Stefano

La Repubblica, scrive che Giorgio De Stefano, il “Malefix” compagno di Silvia Provvedi, sarebbe "figlio illegittimo del boss Don Paolino, riconosciuto come “di famiglia” dai fratellastri che in tarda età gli hanno anche consentito di prendere il cognome dello storico boss e un ruolo di peso negli affari criminali di famiglia". Il giovane rampollo da Archi si era trasferito a Milano dove gestisce una famosa catena di ristoranti frequentata da personaggi famosi. 

La 'Ndrangheta a Como

La presenza delle mafie, e in particolare della ‘ndrangheta, è molto diffusa in provincia di Como e nella Brianza comasca, quindi l'arresto di un esponente importante di questa organizzazione criminale nel nostro territorio, purtroppo, non sorprende. A tal proposito, il Circolo Ambiente Ilaria Alpi aveva organizzato per il mese di marzo 4 incontri all'interno della rassegna  "4 colpi alla 'ndrangheta", dove intendeva parlare con chiarezza e senza ipocrisia di come questa massiccia presenza influenzi la vita sociale, economica e ambientale della nostra comunità. Purtroppo, a causa Covid, sono stati rinviati. 

Rimane il fatto che, nella recente Relazione semestrale, la DIA (Direzione Investigativa Antimafia) ha descritto quella di Como come la seconda provincia nel Nord Italia (dopo quella di Torino) per densità mafiosa, in cui si contano addirittura 7 ‘locali’ della ‘ndrangheta “operative sul territorio”. 

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