Offriva ricariche a minorenni in cambio di foto hard: condannato comasco di 46 anni

L'uomo, un insospettabile, faceva il contabile in un'azienda svizzera

Ieri mattina, 7 febbraio 2020, il Tribunale di Como ha condannato a 2 anni un uomo comasco di 46 anni  (con la sospensione condizionale della pena) per adescamento di minori e pornografia minorile.

I fatti risalgono a circa 6 anni fa quando una madre, residente nel comasco, si accorse che la figlia di soli 15 anni si scambiava messaggi via Whatsapp con un signore molto più grande di lei e che quest'ultimo era solito anche regalare alla figlia alcune ricariche telefoniche. 

Da qui partì l'indagine con cui gli agenti di Polizia avevano scoperto che la 15enne non era la sola ad essere stata adescata da quest'uomo di 46 anni sempre tramite WhatsApp. Pare, infatti che abbia intrattenuto chat piuttosto scabrose anche con una ragazzina di soli 12 anni, invitandola anche a fare una gita al Luna Park. Si parlerebbe di un numero impressionante di messaggi: più di 1600.

Nel corso delle indagini è emerso anche un adescamento verso un'altra ragazza di 15 anni, che si era lasciata convincere ad incontrare il comasco, in un paese fuori Como. Fortunatamente dopo aver subito un approccio che ha terrorizzato la minore, la ragazzina è riuscita ad avvisare il fratello e ad andarsene prima che fosse troppo tardi. 

I poliziotti avevano scoperto che il 46enne era entrato in contatto con minimo altre tre giovanissime (12,14,15 anni) e il macabro copione era sempre lo stesso: ricariche in cambio di foto hard e senza veli, con lo scopo di convincere le giovani vittime anche ad incontrarlo.

Ai tempi della denuncia gli agenti oltretutto trovarono in una drive pen del contabile molte immagini a sfondo pedopornografico. 

Oltre ai due anni da scontare (sebbene con la sospensione condizionale della pena) il 46enne sarà costretto all’interdizione perpetua dai luoghi frequentati da minori. 

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