Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Mille euro per due box inesistenti, tassa chiesta per negozi chiusi da 10 anni: è caos Tari

Code di un'ora e oltre, tabelloni elettronici dotati di "vita autonoma", una selva di bollettini sbagliati con importi inesatti o richieste (mandate a indirizzi errati) di pagamento per metri quadri o locali inesistenti. E' stata un'altra...

Mille euro per due box inesistenti, tassa chiesta per negozi chiusi da 10 anni: è caos Tari

Code di un'ora e oltre, tabelloni elettronici dotati di "vita autonoma", una selva di bollettini sbagliati con importi inesatti o richieste (mandate a indirizzi errati) di pagamento per metri quadri o locali inesistenti.

E' stata un'altra mattina di passione quella vissuta oggi a Palazzo Cernezzi da decine di contribuenti comaschi, costretti a rivolgersi agli uffici dei tributi soprattutto per i "bollettini pazzi" della Tari, la cui scadenza è formalmente il 30 settembre. Tra lamentele e borbottii - tenuti "vivi", per così dire, anche dal tabellone elettronico posizionato al fondo del corridoio dove si trovano gli uffici tributi che raramente indicava con precisione l'ordine della fila per entrare nei diversi uffici - passavano di mano in mano e di voce in voce bollettini alquanto fantasiosi, tra qualche imprecazione e tanta pazienza. Unica consolazione - condivisa praticamente all'unanimità - la sottolineatura delle gentilezza e della disponibilità del personale comunale.

tari-uffici-29set15-1Quattro - tra i tanti possibili - i casi constatati di persona di bollettini sbagliati o di richieste "inventate": la richiesta di un pagamento per la tassa rifiuti a un professionista per uno studio in centro Como chiuso da 10 anni esatti; l'invio a più indirizzi, nonostante la tempestiva comunicazione all'Anagrafe comunale del cambio di residenza, del bollettino per il pagamento dello stesso importo; l'errore di calcolo dei metri quadri dell'abitazione privata, praticamente raddoppiati con contestuale rincaro (non dovuto) della Tari richiesta dall'amministrazione; e, amaro "in fundo", come ci racconta l'ex consigliera comunale Federica Simone, addirittura "la richiesta di pagamento di una tariffa pari a circa mille euro per due box secondo la società di emissione dei bollettini annessi agli uffici di via Vittorio Emanuele e, in realtà, del tutto scollegati e forse nemmeno esistenti così come indicati".

Insomma, un caos vero e proprio che domani, ultimo giorno utile per il pagamento entro i termini indicati dal Comune, dovrebbe raggiungere il culmine (con la possibilità di pagare l'importo dovuto - quello vero, si intende - tutto in un'unica soluzione oppure in due rate, con la seconda in scadenza a novembre).

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