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Menu, decoro, nuove regole e le tende davanti a San Fedele

Ci eravamo occupati del dilemma lo scorso weekend. Oggi, grazie alle foto di un lettore, il dubbio si ripropone. Forse persino amplificato. Le immagini le vedete in alto: ritraggono le bancarelle che da anni occupano e animano piazza San...

Ci eravamo occupati del dilemma lo scorso weekend. Oggi, grazie alle foto di un lettore, il dubbio si ripropone. Forse persino amplificato. Le immagini le vedete in alto: ritraggono le bancarelle che da anni occupano e animano piazza San Fedele. Vi si trova un po' di tutto, dai libri alle stampe antiche passando per oggettistica, orecchini e braccialetti. Un piccolo angolo di vita, a cui presumibilmente molto comaschi sono affezionati e che - immaginiamo - sia realizzato più per passione degli operatori che non per prospettive di incassi milionari. Quindi, sull'iniziativa in sé, nulla da dire (al di là poi dei gusti personali che certamente vedranno alcuni apprezzare di più e altri di meno il mercatino davanti alla Basilica).

Il punto, però, è un altro. Anzi, è sempre lo stesso che da qualche settimana ritorna con insistenza. Riguarda il concetto di decoro introdotto dalla giunta comunale durante la discussione (ancora in corso in consiglio) sul nuovo regolamento per l'occupazione del suolo pubblico. Ricorderete: la prima volta in cui il termine si propose all'attenzione generale fu quando l'assessore al Commercio, Paolo Frisoni, bocciò i menu dei locali con le foto dei piatti in bella vista su vie e piazze. Poi, però, il discorso si è allargato, visto che l'esecutivo e la maggioranza intendono applicare a bar e ristoranti vincoli molto più stringenti anche su tipi di arredo, tendaggi e altro ancora in relazione agli spazi all'aperto.

Ebbene, in questo quadro, la settimana scorsa avevamo avanzato qualche dubbio sull'impatto dei tendoni bianchi di un altro mercatino allestito in piazza Cavour (questo qui). Oggi è il turno di piazza San Fedele, forse l'angolo più caratteristico del centro storico. Naturalmente, non c'è nulla di indecorso in sé nelle bancarelle, nei gazebo e nei tendoni a strisce che coprono la mercanzia (peraltro limitatamente a poche ore al mese). Ma il nodo è (tenendo presente che, comunque, non stiamo parlando di capolavori dell'arredo urbano e che il contesto architettonico attorno è prestigiosissimo) come si potrà giustificare lo sforzo economico chiesto agli esercenti dei locali per cambiare sedie e tavolini quando nelle piazze principali della città, nei momenti di massimo afflusso, continuerà a valere tutto o quasi.

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