La scomparsa di Mattia Mingarelli, in Valmalenco ricerche con droni e cani molecolari

Per le forze dell'ordine necessario proseguire con modalità tecniche più specifiche per cercare il 30enne comasco sparito dal 7 dicembre

Mattia Mingarelli, il 30enne comasco scomparso in Valmalenco

Proseguono senza sosta in Valmalenco le ricerche di Mattia Mingarelli, il 30enne comasco di Albavilla scomparso nel nulla il 7 dicembre 2018.
In campo, oltre alla task force di persone (circa 50) che lo cercano senza sosta da giorni, anche le nuove tecnologie, come i droni, e i cani molecolari.
Ma del giovane, agente di commercio, ancora nessuna traccia. Nelle ultime ore si era diffusa la notizia della segnalazione di un fantomatico veggente che avrebbe indicato di cercare Mattia in una cava
L'area boschiva intorno alla sua casa di montagna è battuta da giorni anche via aria da un elicottero e via terra dai cani molecolari.

Incontro in Prefettura a Sondrio

Venerdì 14 dicembre 2018 in Prefettura a Sondrio si è riunito un tavolo tecnico con i vertici delle forze dell'ordine per fare il punto sulle attività di ricerca.
«Il prefetto e il procuratore hanno ringraziato per il notevole impegno profuso da un team, composto da circa 50 persone, per ogni giorno di ricerca – si legge in una nota diramata al termine dell'incontro dalla Prefettura, riportata dal quotidiano Il Giorno-. E’ stata controllata un’ampia area, nonostante le avverse condizioni meteo, con l’ausilio di unità cinofile altamente specializzate, di due droni e di un elicottero che ha effettuato diversi sorvoli. Dopo un’attenta valutazione è emersa l’opportunità di proseguire le ricerche con modalità tecniche più specifiche. Per ragioni investigative il centro di coordinamento viene spostato presso il Comando dei carabinieri di Chiesa in Valmalenco». 

Intanto sono attesi i risultati dei rilievi effettuati nella baita di Mingarelli e nel ristoro Barchi dai  carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche del Reparto operativo del Comando provinciale di Milano, inviati al Ris di Parma, così come il cellulare di Mattia, trovato sabato mattina dal gestore del ristoro, l'ultima persona a vedere il giovane prima della scomparsa. Le indagini proseguono anche sull'auto del 30enne comasco ora sotto sequestro.

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