Matrimoni fittizi per fare prostituire donne cinesi: anche due comaschi al processo di Agrigento

Raffica di eccezioni della difesa che chiede di dichiarare l'incompetenza territoriale del tribunale

Ci sono anche due comaschi tra i 14 imputati nel processo avviato al tribunale di Agrigento per un giro di prostituzione di donne cinesi. Le accuse sarebbero quelle di avere agevolato la permanenza in Italia delle donne provenienti dalla Cina grazie a matrimoni fittizi. Così le donne che giungevano nel Belpaese attraverso gli scali aeroportuali della Lombardia si trasferivano a Licata per poi essere avviate alla prostituzione.

L’organizzazione si avvaleva, come riporta il giornale online AgrgentoNotizie - di annunci sul web che parlavano di ragazze cinesi esperte in massaggi orientali con giovani esposte seminude in bella vista. Nelle case di appuntamento vi era un via vai di clienti che si alternavano a turno. L'attività ha preso spunto da alcune segnalazioni di cittadini.

Il 13 ottobre 2020 davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Agrigento sono comparsi in quattordici. Ci sono anche due comaschi: si tratta di una donna, C. V. M. di 44 anni, e di un uomo, F. Z., anche lui di 44 anni. Con loro ci sono anche altri quattro lombardi  (due della provincia di Milano e uno di Monza e Brianza).

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La difesa ha sollevato una serie di eccezioni preliminari che vanno dal mancato perfezionamento di alcune notifiche, all'utilizzabilità delle intercettazioni fino all'incompetenza territoriale del tribunale di Agrigento. I giudici scioglieranno la riserva all'udienza del 25 novembre.

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