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Cronaca Albate - Trecallo / Via Al Bassone

Massimo Riella è evaso da un mese: sparatoria sulle montagne sopra il lago di Como

Indagate due persone per favoreggiamento

Continua da un mese esatto la fuga di Massimo Riella nei boschi sulle montagne del lago di Como. L'uomo ha fatto perdere le sue tracce il 12 marzo 2022 quando era stato accompagnato dagli agenti della Penitenziaria al cimitero di Brenzio, una frazione di Gravedona ed Uniti, per visitare la tomba della madre. In quell'occasione, un permesso speciale, è riuscito a fuggire nonostante fosse scortato da 5 agenti. Da allora sarebbe nei boschi sulle montagne sopra il Lago di Como

Proprio stamattina 12 aprile la Procura di Como ha reso noto che ci sono due persone indagate per favoreggiamento: avrebbero nascosto l'evaso nella loro abitazione, dandogli da bere e da magiare e lasciandogli utilizzare un cellulare per fare delle telefonate. 

Ma non è tutto. Riella, che era detenuto al Bassone con l’ipotesi di reato di rapina aggravata, sarebbe stato avvistato nei boschi venerdì scorso e, in quell'occasione ci sarebbe stata anche una sparatoria. A raccontare questo episodio all'inviato Andrea Galli del Corriere della Sera è lo stesso padre di Riella, Domenico. L'anziano ha riferito di aver visto il figlio venerdì sera intorno alle 20 e di essere stato seguito da alcuni agenti della penitenziaria. Gli stessi, dopo aver visto il latitante, avrebbero esploso dei colpi. Secondo le parole del signor Domenico i proiettili sarebbero stati sparati in direzione del figlio ma gli agenti hanno riferito di aver sparato in aria solo come avvertimento. Fatto sta che Riella è riuscito a scappare ancora e a sparire nella macchia. 

Riella, protetto dalla gente

Sebbene l'evaso (dato il suo passato da bracconiere ed essendo cresciuto su quelle montagne) sia perfettamente in grado di vivere nei boschi procacciandosi cibo e nascondendosi di casolare in casolare, col passare dei giorni si era fatta avanti l'ipotesi che qualcuno lo aiutasse. Cosa confermata anche in svariate interviste dal padre Domenico. All'immagine quasi leggendaria del fuggitivo selvaggio, capace di rompere manette sulla roccia e mangiare erbe e lumache, si affianca quella di un uomo che si sta facendo aiutare dai suoi amici, che se lo "palleggiano" di casa in casa. 

La figlia: "Troppe bugie su di lui"

Anche Silvia, la figlia di Massimo Riella si è espressa sulla vicenda, e proprio nel giorno della festa del Papà:

"Piuttosto che stare in carcere per scontare un’accusa che non gli apparteneva ha preferito evadere e vivere come un fuggitivo, credetemi è peggio che stare in carcere. Almeno lì hai un letto caldo, un piatto pronto e delle persone con cui passare la giornata. Invece ora chissà dove ti trovi, al freddo, senza cibo e indumenti puliti. Sicuramente il gesto che ha compiuto non è stato ottimale e rispettoso nei confronti della legge, ma d’altronde è fatto a modo suo...".

Massimo Riella riguardo all'accusa di aver aggredito e rapinato due anziani si è sempre dichiarato innocente. 

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